TARGA CATERINIANA (1985-1992)

     «Non è un'onoreficienza, tanto meno un premio pecuniario, ma un segno di riconoscimento dato a una persona di pubblica fama, che si è distinta non per una sola azione meritevole, ma per l'impegno lungamente prestato, senza lucro né altro vantaggio, in un'attività o un'opera in favore del prossimo o dell'umanità in genere. Tale personalità può essere un ecclesiastico o un laico vivente, un benefattore o uno scienziato, un artisto o un professionista, insomma una persona che nel suo stesso campo d'azione, o in qualunque altro campo, si è distinta nell'operare disinteressatamente per il bene altrui. Questo ci sembra nello spirito di S.Caterina, la Santa Patrona d'Italia, che spese tutta la sua vita per il bene degli altri, in ogni campo d'azione religiosa, sociale e perfino politica. 
      (Tratto dal Quaderno N.67 del 1992)»

-  La prima Targa Cateriniana è stat conferita nel 1985 a Mons. ANTONIO RIBOLDI
   vescovo di Acerra, noto pastore di anime operante nel mondo della camorra: «Non tacete, 
   gridate con cento migliaia di lingue
» (L.16). (Bollettino La Patrona d'Italia, anno XL, n.4, 
   sett-ott.1985, pag.25 - Solennità della festa annuale di San Domenico).
- La
seconda Targa Cateriniana è stata conferita nel 1986 all'Arch. GIOVANNI 
   MICHELUCCI
, grande maestro dell'architettura moderna e progettista di mirabili chiese: «Bene 
   è adunque dolce questo nostro maestro che si ben sa edificare
» (L.181). (In occasione del 
   concerto in collaborazione con l'Accademia Musicale Chigiana).
- La
terza Targa Cateriniana è stata conferita nel 1987 a CHIARA LUBICH, conosciuta in tutto 
   il mondo come fondatrice del Movimento dei Focolari: «Seminate, seminate la Parola di Dio» 
   (L.70). (Discorso di C.Lubich pubblicato su Il Ponte: maggio 2008 della Parrocchia  di S.Domenico).
- La
quarta Targa Cateriniana è stata conferita il 31 maggio 1992 all'On.Avv.CARLO CASINI
   Presidente del Movimento per la Vita: «Dio solo è Signore della vita» (Rif. La Patrona d'Italia    -anno XLVII n.2, 1992, pag.20-22, Festa dell'Ascensione).

 

>Mostra dedicata a Santa Caterina: Siena 1940
     In occasione elle feste del 1940, l'Amm.ne Comunale di Siena, sotto il podestà ing. Luigi Socini Guelfi, organizzò una mostra di cimeli cateriniani, che vennero esposti nella Sala della Pace del Palazzo Pubblico. Vennero esposti: - i plastici realizzati dall'arch. Micheli, raffiguranti il progetto di sistemazione del Santuario e della Basilica di san Domenico; -molti cimeli cateriniani custoditi presso la Biblioteca Comunale degli Intronati (tra questi: cinque Lettere originali dettata dalla Santa e rivolte a Stefano Maconi. Nota: -delle otto lettere originali risalenti a Caterina: cinque sono presso la Biblioteca; la sesta è presso la Compagnia di Santa Lucia in Siena; la settima è presso i Padri Gesuiti ad Oxford; l'ottava è presso il Convento Domenicano di San Rosso ad Acireale, Catania); -codice in pergamena del principio del XV sec., contenente il libro della Divina Dottrina (conosciuto come Dialogo) ed altro codice del XV sec. con miniature contenente la Legenda di Santa Caterina scritta in latino dal Beato Raimondo da Capua; - codice in pergamena del XV sec. contenente il "supplemento alla Legenda" scritto dal Caffarini e un altro col Processo istruito da Francesco Bembo, vescovo di Castello (conosciuto come Processo Castellano) per la canonizzazione della Santa, iniziato a Venezia nel 1411 e terminato nel 1416; -fra i codici storici i "necrologi dei laici sepolti nella chiesa di San Domenico dal 1336 al 1596"; -una lettera autografa di Stefano Maconi alla Signoria  di Siena dove si fa menzione della fondazione della Certosa di Pavia (1394); - un libro in pergamena con numerosi miniature, tra le quali si ammira S.Caterina che riceve le stimamte, eseguita da Littifredi dei Corbizi nel 1494; -tra le opere a stampa primeggia la suntuosa edizione delle Lettere, stampate a Venezia nel 1500 dall'editore Aldo Manuzio; -fra le edizioni più antiche del Libro della Divina Dottrina figurava la rarissima edizione di Napoli del 1478 e quella di Venezia di Matteo de Cadeca del 1494 e altre tre edizioni veneziane del XVI sec., oltre quella molto rara, tradotta in latino, dal beato Raimondo da Capua e stampata a Brescia da Bernardino Misinta nel 1496; -la rarissima edizione del 1477 della Legenda di S.Caterina composta in latino da Raimondo da Capua e tradotta in volgare da Neri di Landoccio e da un anonimo piacentino, stampata nel monastero di S.Iacopo di Ripoli presso Firenze, e quella milanese di Giovanni de Honate nel 1488; -di rilievo una vita di S.Caterina espressa in finissime figure incise in rame dal Galle su disegni di Francesco Vanni e stampate ad Anversa nel 1603 e Siena nel 1608; -la rarissima opera dal titolo "Diva et Seraphica Caterina" di Giovanni Pollio Lappoli detto il Pollastrino e stampata a Siena nel 1505 per conto di una certa signora Antonina vedova del maestro Enrico da Colonia, primo stampatore presente in Siena; -varie relazioni stampate nel XVIII sec. riguardanti il trasferimento della Sacra Testa della Santa da Roma a Siena e della traslazione da Pisa del crocifisso che dette le stimmate a Caterina; -una chicca tutta senese il "Vocabolario cateriniano" di Girolamo Gigli nella rarissima edizione romana del 1717, opera rimasta interrotta e bruciata per mano del boia di Firenze il 9 settembre 1717 per ordine di Cosimo III, Granduca di Toscana, a causa della satira fatta dal Gigli nei confronti dell'Accademia della Crusca (in seguito compiuta e ristampata dall'autore dopo una completa ritrattazione); -busto in rame sbalzato della Santa che dai primi anni del XV sec. servì come primo reliquiario della Sacra Testa, attualmente ritornato in San Domenico per volered ell'ex sindaco di Siena Dott. Pierluigi Piccini e attualmente conservato nella Basilica cateriniana nella nuova teca opera dell'arch.Sandro Bagnoli (teca che ospita diverse reliquie della Santa, tra queste il dito pollice col quale il Cardinale di turno impartisce la benedizione alle forze armate durante le feste annuali in onore della Santa).
     Dopo il 1940 fu allestita un'altra mostra di cimeli della Santa, esattamente nel 1947, per celebrare il sesto centenario della nascita della Santa. 
     Sarebbe auspicabile una ulteriore mostra alla luce degli studi intercorsi dal 1947 in poi, sempreché l'Amm.ne Comunale attuale dimostri sensibilità in tal senso.

                                (f.to Franca Piccini; da La Patrona d'Italia e d'Europa, N.3 Anno LIX Lug-Sett.2004)

>Concorso 20 ottobre 2003: - Borsa di studio "S.Caterina da Siena Patrona d'europa"
   La Giunta dell'8 novembre 2003 ha assegnato la Borsa di studio a don Emanuele Massimo Musso, che nell'anno 2002 ha discusso una Tesi di Laurea dal titolo «La Teologia della corporeità del Cristo nell'insegnamento di Santa Caterina da Siena», presso la Pontificia Facoltà teologica del Pontificio Istituto di Spiritualità - Teresianum, con sede a Roma.  La Borsa di Studio, della consistenza di Euro 5000, è stata possibile grazie al contributo della Fondazione Monte dei Paschi di Siena.

>Siena 13-14 novembre 2003 - Convegno Internazionale dell' Università per 
  Stranieri di Siena
(Fondazione Ezio Franceschini),
sul tema: «Dire l'ineffabile. Caterina da Siena e il linguaggio della mistica».  (informazioni:  Segreteria, Via Pantaneto 45,  Siena;  tel. +39.0577. 240161 - 162 - 163; Fax. 0577. 270630; e-mail:  segrrett@unistrasi.it ). Conferenze di:
-Claudio Leonardi (Fond.E.Franceschini, Fi): Padre Giovanni Pozzi e la mistica italiana.
Lettura di un testo inedito di Padre Giovanni Pozzi: Il linguaggio della scrittura mistica.
-Rita Librandi (Univ.Studi Basilicata): Dal lessico delle "Lettere" di Caterina da Siena: la concretezza della fusione.
-Francesco Santi (Univ.Studi, Lecce): La Scrittura nella scrittura di Caterina da Siena.
-Karen Scott (De Paul Univ., Chicago): Tra parola mistica e parola predicata: memoria e immagini nelle lettere di Caterina da Siena.
-Lino Leonardi (Univ.Stranieri, Siena): Il problema testuale dell'Epistolario cateriniano.
-Giovanna Frosini (Univ.Stranieri, Siena): Lingua e testo nel manoscritto Viennese delle Lettere di Caterina.
-Massimo Zaggia (Univ.Stranieri, Siena): Varia fortuna editoriale delle lettere di Caterina.
-Pietro Trifone (Univ.Stranieri, Siena): Appunti sul "Vocabolario Cateriniano" di G.Gigli.
-A.Bartolomei Romagnoli (L.Univ.M.SS.Assunta, Roma): Il linguaggio del corpo in santa Caterina da Siena.
-Alessio Ricci (Univ,Studi, Siena): Le "Visioni" di Francesca Romana. Appunti sul discorso mistico.
-Enzo Mattesini (Univ.Studi, Perugia): Dalla mistica del "patimento" alla realtà del quotidiano. Appunti su lingua e lessico delle lettere di Veronica Giuliani.
-Patrizia Bertini Malgarini (Univ.Studi, Sassari) - Ugo Vignazzi (Univ.Studi Roma "La Sapienza"): Matilde a Hefta, Melchiade a Gubbio. Il volgarizzamento umbro del "Liber specialis gratiae"
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>Siena "sett/ott. 2005" - Centro pastorale di Montarioso
   Programma per Insegnanti di religione:
-Lunedì 19.9.2005 - Prof. Paolo Nardi, Professore di Storia del Diritto dell'Università di Siena; Tema: S. Caterina: 
 La sua intensa vita e il culto che ne seguì.

-Lunedì 26.9.2005 - Padre Alfredo Scarciglia O.P., Parroco di S. Domenico; Tema: La spiritualità di S. Caterina.
-Lunedì 3.10.2005 - Padre Lorenzo Fatichi O.P., Priore del Convento di S.Domenico; Tema: S. Caterina e Giorgio 
 La Pira al servizio dell’uomo come operatori di pace.

-Lunedì 10.10.2005 - Prof. Sergio Medaglini, psicologo logopedista dell'Università di Siena; Don Emanuele 
 Musso, studioso ed autore di testi cateriniani; Tema: S. Caterina e il digiuno.
-Lunedì 17.10.2005 - Prof. Fabio Torchio, Soprintendenza ai Beni Artistici di Siena; Tema: S. Caterina nelle 
 raffigurazioni artistiche,
Santuario-Casa e Basilica di S. Domenico; (visita ai luoghi cateriniani di Siena)
-Lunedì 24.10.2005 - Dr. Giovanna Rosa; Tema: Sintesi degli incontri precedenti e tracce per gli insegnanti da 
 proporre agli studenti
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   Itinerari e proposte per gli insegnanti:
   La professoressa Giovanna Rosa ha concluso il ciclo di incontri rivolti agli insegnanti e iniziati il 19 settembre scorso. Il suo intervento si è articolato sul metodo da usare nella didattica per proporre la figura di Santa oCaterina agli studenti. Ella infatti ha proposto agli insegnanti quattro itinerari didattici attraverso i quali si delinea la figura della Santa senese.
   Il primo itinerario passa attraverso i luoghi cateriniani di Siena e dei dintorni e attraverso città legate alla vita di Caterina, come Firenze e Roma, fino ad arrivare ad Astenet, nel cuore d'Europa, dove esiste un santuario dedicato a Santa Caterina da Siena fondato dai Caterinati del Belgio.
   I tempi, cioè le date più importanti della vita di Caterina, sono i soggetti del secondo itinerario da proporre agli studenti. Le date si prestano in modo particolare ai collegamenti con gli eventi che caratterizzarono la storia d'Italia e d'Europa nella seconda metà del XIV secolo.
   Un altro interessante itinerario, tracciato dalla professoressa Giovanna Rosa, è quello che si snoda tra le reliquie della Santa. A questo proposito "E' importante - ha sottolineato la relatrice -conoscere le reliquie per il loro significato di fede", inserendole in quel contesto di culto che tanto parlava all'uomo del Medioevo.
   L'ultimo itinerario tracciato è quello attraverso gli scritti della Santa. Indubbiamente questo si adatta a studenti un po' più grandi ed è più laborioso e impegnativo degli altri, ma molto bello e affascinante si rivela il viaggio fra gli scritti della Santa, che sono anche documenti importanti dal punto di vista letterario, basti pensare che Gerolamo Gigli portò le Lettere di Santa Caterina agli Accademici della Crusca come documento simbolo del "toscano parlare".
   Inoltre la vita dì Santa Caterina passa attraverso un decalogo dove possiamo trovare il concetto fondamentale di Pace, di Provvidenza vissuta come testimonianza di aver cura degli altri, di Pietas intesa come sentirsi vicino a qualcuno. Inoltre la Povertà intesa come dare ciò che serve e non il superfluo, la Perseveranza, la Penitenza, la Marmellata senese ha vissuto momenti di grande sacrificio e può essere importante far conoscere questo per educare al senso di responsabilità; la Persona, Caterina parlò a tutti, dai Papi ai Re ai governatori di città, ma anche a persone umili e a persone comuni. La Preghiera è stata fondamentale nella vita di Caterina, una donna che ha fatto appunto della preghiera un punto fermo della sua vita. La Pazienza, Caterina ne ha avuta tanta, ed è questa una grande virtù che gli educatori devono avere; e infine la Promessa, Caterina ha sempre mantenuto le promesse e quindi tutti noi siamo chiamati a mantenerle.
   Con questo intervento si è concluso il corso per insegnanti di religione, ma aperto anche ad insegnati di altre materie, organizzato in sinergia fra l'Ufficio Scuola Diocesano, diretto dal Professore Nicola Romano, e l'Associazione Internazionale dei Caterinati diretta dal Professore Paolo Nardi. Questo corso ha avuto molto successo, tutti gli incontri hanno visto la presenza, nella sala "Monsignor Donati" del Centro Pastorale di Montarioso, di una media di oltre cinquanta persone a serata, provenienti anche dalle Diocesi di Arezzo e di Montepulciano. Così si è voluto mettere un seme nelle scuole del nostro territorio, attraverso gli insegnanti, per portare alla conoscenza dei giovani l'esperienza di vita di Caterina da Siena, Patrona d'Italia e d'Europa, che con il suo impegno civile, sociale e morale, rappresenta oggi un esempio da seguire per i nostri giovani cittadini europei del Terzo millennio.
                                                                  (da: La Patrona d'Italia e d'Europa N.4 ott/dic.2005 - Franca Piccini)

>Siena - 8 MARZO 2008,  nella cripta della Basilica di San Domenico si è tenuto il Convegno su“ Anima Europae: Le radici cristiane dell’Europa e il messaggio spirituale dei Santi Patroni del continente” ( www.animaeuropae.org ), organizzato dall'Associazione Internazionale dei Caterinati, col Patrocinio della COMECE (Commissione degli Episcopati della Comunità Europea).
    
Apertura:
    
Saluto di Mons. Antonio Buoncristiani (Arcivescovo di Siena, Colle Val d’Elsa, Montalcino e del Presidente dell’Associazione Internazionale dei Caterinati), del  Sindaco di Siena, del  Presidente della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, e di S. E. Mons. Giuseppe Merisi (Vescovo di Lodi e Delegato della CEI presso la COMECE).  

     Relazione introduttiva: “LE RADICI CRISTIANE DELL’EUROPA”  del Prof. Giuseppe Dalla Torre , Rettore della LUMSA (Libera Università Maria SS. Assunta).
     «La relazione del Professor Giuseppe Dalla Torre, Rettore della Libera università Maria Santissima, preparata per il convegno Anima Europae, è stata una vera e propria lectio magistralis. E’ stata letta dal professor Paolo Nardi, in quanto il Rettore della Lumsa non è potuto intervenire a causa di una improvvisa indisposizione.
     Il professor Dalla Torre ha tracciato una dotta sintesi  sulla storia delle radici cristiane dell’Europa attraverso i secoli, facendo risalire la formazione dell’identità europea  tra tardo antico ed alto medioevo. Nell’intervento Dalla Torre ha posto l’accento su come il cristianesimo agisce come legame fra le diversità dei vari popoli, i latini, i franchi, i germani, i celti e gli slavi, facendo così diventare l’Europa non solo un’entità geografica, ma un’identità culturale.
     La riforma protestante del XVI secolo, incrinò l’unità della fede e della Chiesa e con essa l’Europa del Sacro Romano impero. Nonostante sembri, in un primo momento, che le frammentazioni prodotte dalle incrinature della fede e della Chiesa riportino ad un riaffermarsi delle diversità di razza, lingua, costumi e regole di vita, in realtà l’identità europea era ormai acquisita grazie al cristianesimo e all’operato della Chiesa, portando così all’acquisizione di valori, modelli di vita e regole etiche che costituiranno il patrimonio spirituale, culturale e giuridico dell’Europa.
     Ma il problema che si pone è se nel periodo che va dalla Rivoluzione francese alla Rerum novarum di Leone XIII, periodo caratterizzato da una forte secolarizzazione, la Chiesa e il cattolicesimo abbiano potuto incidere sullo sviluppo dell’identità europea del XIX secolo, rivendicando così le radici cristiane dell’Europa.
     Il periodo in questione, tende a far vedere la religione come una favola, spezzando quell’asse tra fede e ragione che il pensiero tomista aveva costruito. Si afferma l’ipotesi dell’ “etiam si Deus non daretur”  gettando le basi per una società che fa a meno di Dio. La  laicità di stampo francese, segna profondamente la politica europea, ciò si evidenzia soprattutto nelle politiche scolastiche e nella politica dell’assistenza, in modo particolare in Italia, questo fenomeno è un modo di affermazione della classe politico-militare che aveva tessuto la tela dell’unità d’Italia.
     In tutto questo contesto la Chiesa sembra soccombere. In realtà i valori della democrazia, della dignità umana, dei diritti umani, l’eguaglianza tra gli uomini, il perseguimento del bene comune, sono principi che la Chiesa ha sempre affermato, principi fatti propri dall’ideologia laica, ma affermati da sempre dalla Chiesa e dal cristianesimo.  Nonostante la Chiesa sembri mostrare debolezza, in realtà si pongono nuovi semi che caratterizzano le radici cristiane dell’Europa.
    
La Chiesa riconobbe per la prima volta l’affermarsi dello Stato laico con Papa Leone XIII, lo ribadisce poi con Pio XII nella prima metà del Novecento, per poi continuare con i documenti del Concilio Vaticano II, arrivando così oggi ad affermare che la laicità è intesa come imparzialità dello Stato nei confronti delle diverse fedi religiose.
     Un altro segno dell’incidenza della Chiesa sui principi costitutivi dell’identità europea  dal punto di vista politico-religioso, è l’affermarsi del principio di eguaglianza. L’égalité, affermata dalla rivoluzione francese, supera le classi sociali tipiche dell’ancien régime. Il principio di uguaglianza, sarà sancito anche nelle costituzioni dei vari Stati europei, ma la Chiesa, anche su questo tema, aveva già parlato molti secoli prima. L’affermazione di Paolo: “non c’è dunque più né giudeo né greco, né schiavo né libero, né uomo né donna”, pone la Chiesa come antesignana di un messaggio che nel XIX secolo si afferma con il pensiero laico. L’Ottocento, pone le basi affinché si affermino quei principi del cattolicesimo democratico che poi saranno le basi delle Costituzioni degli Stati europei dopo la seconda guerra mondiale.
     L’accentramento di ogni tipo di attività nello Stato, conduce ad un impoverimento della società civile e anche qui la Chiesa afferma il concetto di sussidiarietà, inteso non solo come divisione di competenze tra soggetti pubblici, ma anche come regola del rapporto tra privato e pubblico. Questo principio fu strenuamente difeso dai cattolici durante i regimi totalitari (fascismo, franchismo, nazismo, stalinismo) che si affermarono nell’Europa del XX secolo.
     Laicità, eguaglianza, affermazione della società civile, sono principi che ci riportano all’insegnamento della dottrina sociale cristiana  e quindi alle radici cristiane dell’Europa. Questi principi che sembrano, solo all’apparenza, figli della cultura laica, in realtà fanno parte del credo cristiano da sempre, fino a farsi parte integrante della società secolarizzata, “a farsi saeculum”, come dice il professor Dalla Torre nella sua relazione.  L’identità europea non è qualcosa di acquisito, ma si evolve, i valori comuni sui quali si fonda l’Unione Europea, come la dignità della persona, la libertà, l’uguaglianza, la solidarietà, la sussidiarietà, la cittadinanza, la giustizia, sono insiti nel cristianesimo e fanno parte dell’Homo europaeus, senza le radici cristiane verrebbe meno anche lui, sarebbe un Homo europeus senz’anima e quindi senza identità.» (da La Patrona d'Italia e d'Europa n.1-gen/mar 2008 -F.Piccini)

(Il testo integrale della relazione del Professor Giuseppe Dalla Torre sarà pubblicato dall’Associazione Internazionale dei Caterinati in un Quaderno, con gli atti del Convegno)

     Interventi:

-su “SAN BENEDETTO”, Dom Mariano Dell’Omo O.S.B. dell'Abbazia di Montecassino, Docente di storia del Monachesimo, Benedettino, Pontificio Ateneo di Sant’Anselmo - ROMA

-su “SS. CIRILLO E METODIO” , P. Cyril Vasil’ S. J., Rettore del Pontificio Istituto Orientale, Roma

-su “S. BRIGIDA” , Sr. Maria Concetta Guidi , Segretaria Generale delle Suore di S. Brigida

-su “S. CATERINA DA SIENA” , P. Lorenzo Fatichi O.P., Priore della Basilica di San Domenico, Convento Padri Domenicani, Siena

-su “S. TERESA BENEDETTA DELLA CROCE” (Edith Stein) , Prof.ssa Angela Ales Bello, Prof.Ordinario di Storia della Filosofia Contemporanea, Pontificia Università Lateranense.

     Conclusioni:

-S. Em. Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente della Pontificia Commissione Iustitia e Pax
     «Il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, ha illustrato il pensiero della Chiesa al convegno sul tema delle radici cristiane svoltosi a Siena l’8 marzo scorso. L’illustre prelato ha indicato il percorso per l’Europa dei prossimi anni attraverso due grandi e fondamentali questioni: la questione della verità e della libertà.
     Lo sviluppo tecnologico  rischia di diventare tecnocrazia sia in ambito politico, sia in ambito di manipolazione genetica, dove ci si affida ciecamente alle biotecnologie, trasformandosi in fabbricazione della vita e della selezione genetica, oppure nell’ambito della comunicazione, sconvolta dalle tecniche  dell’informatica, che produce mondi virtuali. L’Europa, per far fronte a questi pericoli non dovrà mai perdere d’occhio la Verità.
     L’altra questione è quella della libertà. Qui il Cardinale Martino si rifà a una frase di Giovanni Paolo II: “Non c’è libertà senza verità.” La libertà del singolo non va separata dalla libertà degli altri e va vissuta nell’ambito della solidarietà.
     Questi valori: verità, libertà, senso di sacrificio, sono quelli sui quali si fonda la costruzione dell’Europa dopo la seconda guerra Mondiale. Questi principi furono voluti proprio dai Padri fondatori affinché il continente europeo potesse vivere in pace. Ricordiamo  a questo proposito che nei primi cinqunt’anni del Novecento si erano consumati in Europa ben due conflitti mondiali, lasciando sul campo milioni di morti.
     Oggi la Chiesa esorta l’Europa del terzo Millennio a non lasciarsi cadere le braccia e soprattutto a non rassegnarsi a modi di pensare che non lasciano spazio a Dio, vorrebbe dire compromettere il futuro. L’Europa di oggi ha bisogno di rifarsi all’autorità che le viene dal Signore e qui il cardinale Martino cita la dottrina del Ponte di Caterina da Siena: “acciò che passando il fiume non annegaste, il quale fiume è il mare tempestoso di questa tenebrosa vita”. E’ di quel ponte che l’Europa ha bisogno.
     All’inizio del suo intervento il cardinale Martino aveva fatto riferimento al magistero di Giovanni Paolo II prima, e Benedetto XVI poi, i quali hanno autorevolmente confermato la posizione portata avanti da De Gasperi, che pur in tempi diversi, aveva colto l’importanza del costante riferimento ai comuni valori spirituali – che hanno nel cristianesimo la loro più autentica sorgente – anche nella elaborazione dei profili giuridico-istituzionali dell’Europa attuale.
     Il Cardinale Martino ha poi fatto esplicito invito a tutti i numerosi intervenuti al convegno a leggere il Compendio della Dottrina sociale cristiana, un libro al quale anche lui ha collaborato e che riassume le linee guida della Chiesa in materia politico-giuridica. (da La patrona d'Italia e d'Europa n.1 gen/mar 2008; F.Piccini).

(La relazione del Cardinale Martino sarà pubblicata negli Atti, insieme alle altre relazioni, con un Quaderno dell'Ass.Int.dei Caterinati)»

-Saluto del Priore generale dell’Associazione Internazionale dei Caterinati

Professor Paolo Nardi

-Inaugurate del le sei nuove grandi vetrate dei Patroni d’Europa con la partecipazione dell’autore il pittore Alberto Positano  

-Esecuzione dell’Inno alla Gioia, eseguito dal Coro della Schola Cantorum S. Caterina da Siena, Diretto dalla professoressa Tanja Kustrin  

-Nell’ambito del convegno è stato proposto un concorso rivolto “agli insegnanti delle scuole secondarie” in Europa, da tenersi nell’anno scolastico 2008/2009, sul tema: “Per un’ Europa cosciente delle sue radici cristiane:la memoria del passato, l’esperienza del presente, la speranza del futuro. Il messaggio di unità, di solidarietà, di pace, dei Santi Patroni Europei”.

     Per informazioni:
-segreteria dell'Associazione Internazionale dei Caterinati, Vicolo del Tiratoio,8  53100 SIENA -e-mail: associazione_caterinati@virgilio.it ; Dott.ssa Franca Piccini,  e-mail:falorni56@alice.it ;P. Alfredo Scarciglia O.P. cell. 330/361963 e-mail: Alfredo@essentia.org ;

-Dr. Aldo Bernabei, Roma -e.m: aldobernabei@alice.it

-Chantal van der Plancke, Bruxelles, e.ma. c.vd.plancke@skynet.be

-siti internet: www.santacaterinadasiena.org ;www.animaeuropae.org  
    
Contributo per la realizzazione del Convegno:
-
da parte della FONDAZIONE MONTE DEI PASCHI DI SIENA.

 

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NOTE VARIE

-SITI su Santa Caterina:
-
www.basilicacateriniana.com = sito della Basilica di San Domenico Convento Padri Domenicani, Via Camporegio, 2 - 53100 Siena; tel. 0577.280893. E-mail:
info@basilicacateriniana.com.
-
www.comune.siena.it = portale del Comune di Siena; visitando la pagina "Siena eventi" si trovano notizie sulle manifestazioni cittadine relative alla Santa.
-
www.animaeuropae.org = Anima Europae, LUMSA (Libreria Universitaria Maria SS.Assunta), via Pompeo Magno, 22 - 00192 Roma; tel.06.68422449.
- www.centrostudicateriniani.it: Centro Internazionale di Studi  Cateriniani, Piazza di Santa Chiara, 14 – 00186 Roma - Tel.-Fax 06/68.64.408; e-mail:  cisc.biblioteca@libero.it ; Biblioteca del Centro Internazionale di Studi Cateriniani:  biblioteca@centrostudicateriniani.it , apertura: Lunedì-Venerdì ore 09.00/13.00.