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RELAZIONE
DEL PRIORE GENERALE
al Consiglio Generale: 13-14 marzo 2010 per l'anno 2009
Cari
confratelli,
consentitemi di prendere subito la parola, prima che i
rappresentanti dei gruppi svolgano le loro relazioni, non solo per
darvi un caloroso benevenuto anche a nome del nostro Presidente, mons.
Buoncristiani, impegnato questo pomeriggio nella visita pastorale e
che tuttavia sarà con noi nel corso della riunione conviviale di
questa sera, ma altresì per ricordarvi che la nostra Associazione sta
per compiere il suo quarantesimo anno di vita, che coincide, come ben
sapete, con il quarantesimo della proclamazione di Santa Caterina a
Dottore della Chiesa. La ricorrenza sarà sicuramente menzionata in
occasione della prossima premiazione dei vincitori del concorso
“Un'anima per l'Europa” tra gli insegnanti delle scuole superiori
italiane, ma sarebbe auspicabile che ogni gruppo organizzasse per
l'ottobre prossimo un evento celebrativo, oppure che ci ritrovassimo
tutti insieme in una città sede del gruppo che fosse disposto ad
accoglierci secondo modalità che potremmo stabilire durante questa
assemblea, magari proprio a Roma per tenervi un convegno, come è
stato prospettato nella riunione di Giunta del gennaio scorso. Vi
pregherei, dunque, di formulare delle proposte in tal senso o più
semplicemente di rifletterci, in modo che possiamo giungere ad una
conclusione nell'incontro di domani mattina.
Consentitemi
inoltre, com'è d'uso, di tenere una breve commemorazione dei
confratelli che nell'ultimo anno sono tornati alla Casa del Padre.
Nell'aprile
del 2009, alla venerabile età di 101 anni, è scomparsa la
professoressa Lidya Gori, che aveva fatto parte dell'associazione dai
tempi della fondazione collaborando strettamente con mons. Castellano
nella Giunta esecutiva come segretaria e delegata per il gruppo di
Siena. La reliquia della nostra Santa, una scaglia di scapola, che si
conserva presso il Santuario-Casa, fu donata da Lei ed apparteneva a
suo padre, il dottor Giulio Gori, noto farmacista senese. Nonostante
la tarda età, Ella ha continuato a partecipare alla riunioni sino a
pochi anni or sono e, ricordando sempre con grande affetto il suo caro
fratello caduto nella campagna di Russia, non mancava mai di rendere
l'omaggio floreale al monumento di Santa Caterina per conto
dell'UNIRR, l'Associazione che raccoglie i parenti dei reduci di
quella terribile guerra.
Appena
tre mesi fa, il 17 dicembre 2009, ci ha lasciati improvvisamente,
all'età di 87 anni, Danilo Bianciardi, devotissimo a Santa Caterina
ed anch'egli componente della Giunta esecutiva. Il suo impegno di
cattolico militante, nella seconda metà del Novecento, si era
dispiegato con entusiasmo ed in diversi campi di attività: dalle
ACLI, di cui fu solerte organizzatore, al partito della Democrazia
Cristiana, in rappresentanza del quale fu per molti anni consigliere
comunale e, sebbene per un breve periodo, rivestì anche la carica di
assessore al Comune di Siena. Era un cittadino molto amante delle
tradizioni ed un contradaiolo appassionato e non possiamo dimenticare
com'egli partecipasse sempre alle feste cateriniane, che per lui
assumevano anche il significato di risveglio suggestivo della città e
delle contrade dopo il lungo letargo invernale.
(pausa di raccoglimento)
* *
*
A
conclusione delle relazioni dei presidenti che hanno riferito sulle
attività svolte nell'anno associativo 2009-2010, dovrei commentare,
come ho sempre fatto in passato, le principali iniziative assunte dai
singoli gruppi e lodare l'impegno di ciascuno di Voi, ma quest'anno,
pur ribadendo il mio più vivo compiacimento per quanto siete riusciti
a realizzare in mezzo a tante difficoltà d'ogni genere, ritengo più
proficuo riflettere con tutti voi sulle esigenze e sui problemi che ci
accomunano.
La nostra
condizione è simile a quella della nostra “Mamma” Caterina: è ad
un tempo di gioia e di sofferenza. Avvertiamo, infatti, il fascino che
da Lei promana, sia contribuendo a diffondere il suo pensiero sia
approfondendo la conoscenza della sua opera e della sua esistenza
terrena ed in questa prospettiva è necessario continuare a pubblicare
bollettini e riviste e ad organizzare conferenze e partecipare a
convegni, come quello di particolare importanza che si terrà il 10
aprile prossimo a Parigi, all'Institut Catholique, sul tema
“Catherine de Sienne, docteur de l'Eglise”, appunto in occasione
del 40° della proclamazione, al quale interverrà la nostra
consorella Chantal van der Plancke con una relazione dal titolo
“Catherine de Sienne, théologienne”. Tuttavia, quando ci
adoperiamo per trasmettere agli altri il nostro entusiasmo e
confidiamo di potervi riuscire, ci accorgiamo di essere circondati
spesso da indifferenza e scetticismo.
Ho colto in diverse relazioni questo stato d'animo, che
condivido in pieno, e comprendo bene i problemi che assillano tanti
confratelli. Non manca, infatti, da parte di tutti una forte
partecipazione alle iniziative per così dire tradizionali: a Genova
si prosegue con il programma annuale della Cattedra, ma dopo la
dipartita dell'indimenticabile Tonino Olivieri, nessuno è riuscito a
riorganizzare quel gruppo. A Pisa, grazie all'impegno di mons. Cei e
del presidente Moschini, il vescovo celebra ogni anno la S.Messa alla
presenza delle autorità e v'è una certa partecipazione dei fedeli,
ma non è certamente un rito di massa. A Milano si è cercato di
organizzare incontri culturali che però non hanno ottenuto lo sperato
successo e pertanto si tenterà di reclutare ed aggregare nuovi soci.
A Bologna si continuano e prendere iniziative lodevoli, che riscuotono
successo, ma la strada da percorrere per dare vita ad un gruppo
autonomo appare ancora piuttosto faticosa. A Varazze si lamenta che il
numero dei soci non sia abbastanza elevato per una città nella quale
il culto per la nostra Santa è davvero molto sentito. A Roma mi
risulta che sia particolarmente difficile censire gli iscritti e la
stessa Arciconfraternita ritiene di dover depennare quanti mancano da
troppo tempo alle funzioni religiose ed agli incontri. A Torino stanno
muovendo i primi passi alcuni confratelli che sono stati colpiti dalla
“vicenda del Crocifisso” e che speriamo possano rapidamente
crescere di numero dando vita ad un gruppo, ma anche quella non è una
città facile agli entusiasmi. Anche a Siena non si riesce a portare a
compimento i progetti che vorremmo realizzare e per i quali abbiamo
speso tempo ed energie, confidando in aiuti che tardano ad arrivare. A
livello generale, infine, si registra scarsa partecipazione, a quanto
ho appreso sino adesso, al concorso tra gli insegnanti delle scuole
superiori. Come vedete, questa volta ho voluto porre l'accento più
sulle ombre che sulle luci che contrassegnano il nostro operare, ma
non per suscitare in voi scoraggiamento, bensì per invitarvi a
guardare avanti con rinnovata fiducia nel nome e sull'esempio di
Caterina.
La ricerca che ho
svolto di recente sui familiari della Santa partendo dalle fonti
d'archivio e ponendole a confronto con le testimonianze dei suoi
discepoli mi ha fatto comprendere una volta di più il senso della sua
straordinaria missione. Ella raggiunse le vette più alte del
misticismo e salì alla ribalta della storia della Chiesa proprio dopo
avere superato i momenti più difficili della sua vita privata, mentre
scomparivano, colpiti dalla peste, alcuni familiari ed altri
lasciavano Siena subendo le conseguenze del fallimento dell'officina
tintoria: così della numerosa e vivace famiglia dov'Ella era
cresciuta, ricevendo protezione e ricambiandola in circostanze
drammatiche come durante l'insurrezione popolare dell'estate del 1371,
restavano a Siena solo l'anziana madre e la cognata, mentre il
discepolo Sano di Maco si prendeva cura delle loro dissestate finanze.
Contemporaneamente, però, attorno a Caterina si formava un'altra
famiglia, tutta spirituale e senza confini, ed anche se non erano
numerosi, tuttavia i bravi Caterinati non si perdevano d'animo ed
affrontavano prove e difficoltà d'ogni genere, insieme alla loro
“Mamma” ed anche dopo il suo transito, contrastando con le
preghiere e le esortazioni gli atteggiamenti di quanti, anche tra i
prelati, non si mostravano degni di rivestire i loro uffici, ma
rifuggendo nello stesso tempo da qualsiasi tentazione separatista ed
anzi combattendo le prime manifestazioni del Grande Scisma che fece
seguito alla lunga “cattività” avignonese del Papato.
Al giorno
d'oggi la minaccia più terribile è il secolarismo che tutto
“laicizza” e perciò produce la perdita della cognizione stessa
della fede, ma non bisogna dimenticare che anche al tempo di Caterina,
come dimostrano le sue lettere, non mancavano cristiani e persino
importanti uomini di Chiesa che davano scandalo e seminavano sfiducia
e incredulità ignorando i precetti evangelici. Si consideri inoltre
che al presente la maggiore diffusione della cultura, specialmente di
stampo laicista, alimenta il timore presso i credenti di essere
considerati fuori del tempo e che alla paura di impegnarsi si aggiunge
la pigrizia e, quindi, la gente si mostra dappertutto poco propensa ad
assumersi impegni duraturi, come richiederebbe l'appartenenza ad
un'associazione, e preferisce invece accodarsi a certi movimenti per
provare qualche emozione e magari defilarsi, talché tutte le
associazioni cattoliche, comprese le più diffuse e consolidate,
finiscono per trovarsi in cattive acque, specialmente se ricercano
l'adesione dei giovani. Se poi si fissa l'attenzione sul mondo della
scuola, si tocca con mano la crisi di valori nella quale versa la
nostra società, che comporta talvolta indifferenza assoluta, se non
ostilità, per la religione e la Chiesa cattolica, sebbene gli ultimi
avvenimenti che hanno avuto ad oggetto la presenza del Crocifisso, al
quale la nostra “Mamma” si sentiva tanto intimamente legata, mi
sembra che abbiano risvegliato, da qualche parte, una maggiore
consapevolezza circa le radici della nostra civiltà cristiana.
Alla luce di
queste considerazioni guardiamo ora ai fini della nostra Associazione.
Per realizzare l'obiettivo di far conoscere Santa Caterina si può
pensare che non bastino più i bollettini, i libri, le conferenze ed i
convegni, perché bisognerebbe attuare iniziative che diano, come oggi
si dice, maggiore “visibilità” alla figura ed all'opera della
Santa, ma non è stato possibile, almeno sino adesso, far breccia
nell'animo di chi potrebbe concedere adeguati finanziamenti per
iniziative culturali di risonanza, come mostre di opere d'arte e
soprattutto film televisivi. Forse bisognerebbe far balenare la
prospettiva concreta di una “ricaduta” positiva sul piano
economico, ma non si deve dimenticare che Caterina disprezzava il
denaro, non amava la “pubblicità” e sfuggiva alla folla e perciò
a parlare di Lei con troppa enfasi o, peggio ancora, metterla al
centro di un “business” o di un'occasione per coltivare pubbliche
relazioni si rischia la peggiore delle strumentalizzazioni, come del
resto accade qui a Siena ogni anno, quando tra squilli di trombe e con
tanto di ripresa televisiva e grandi foto e titoli elogiativi sulla
stampa locale si effettua una “premiazione” assurda e piuttosto
comica consegnando una statuetta a personaggi che spesso, per il loro
ruolo, non hanno nulla da spartire con la nostra Santa.
Le finalità di
culto e di carità dovrebbero acquistare il massimo risalto in questa
fase della vita della nostra associazione. Infatti, dinanzi ad una
crisi economica che da oltre un anno sta producendo danni gravissimi
all'occupazione ed alla sopravvivenza dignitosa di tanta gente, in
Italia ed in Europa come nel resto del mondo, non solo occorre
prendere atto dell'impossibilità di poter disporre in futuro di
maggiori risorse per le attività culturali e sperare che i pur
modesti finanziamenti dei quali disponiamo non diminuiscano
ulteriormente, ma è doveroso, almeno fino a quando durerà questa
emergenza, impiegare tali disponibilità specialmente per i fini che
stavano più a cuore alla nostra “Mamma”! Chiedo su questo punto
il vostro parere e magari l'assunzione di qualche iniziativa o anche
di una semplice direttiva per tutti i gruppi, che potrebbe essere
messa a punto nella riunione di domani mattina.
Lo stesso vale per la preghiera, che dovrebbe trovare più
occasioni di esercizio in tutte le nostre sedi.
Forse non
tutto quello che vi ho detto vi avrà fatto piacere, ma è da qualche
tempo il frutto delle mie meditazioni e come sempre vi ho parlato con
il cuore. E di cuore ringrazio ancora una volta i confratelli della
Giunta, a cominciare da Franca Piccini, il cui ruolo è sempre più
indispensabile. Un pensiero speciale deve andare a Mario Mattii, tanto
impegnato a tenere l'amministrazione con grande scrupolo e con sincero
attaccamento: questo
pomeriggio, purtroppo, egli è assente, perché sta attraversando un
momento difficile, ma domani mattina speriamo di riaverlo felicemente
tra noi. Che dire, poi, di padre Alfredo? Anch'egli è divenuto
indispensabile per molteplici ragioni ed è veramente l'anima e la
guida non solo spirituale della nostra Associazione. Ma vorrei
esprimere tutta la mia gratitudine anche al segretario Paolo Martini
ed a Lido Marchetti, sempre presenti e solerti, ed a Pietro
Cantagalli, nostro editore ufficiale, nonché ai presidenti di Roma,
Aldo Bernabei, e di Milano, Mario Tamborini, all'avv. Angela
Rossi, a Giancarlo Boccardi che questo pomeriggio rappresenta
l'Arciconfraternita ed alla cara Diega Giunta, presidente
dell'Istituto nazionale di studi cateriniani.
Un pensiero particolarmente affettuoso rivolgiamolo ad Aldo
Becatti, che per l'inclemenza della stagione è stato costretto a
rimanere a Roma: speriamo di poterlo riabbracciare in occasione delle
feste cateriniane. Grazie
anche a chi ho involontariamente dimenticato e soprattutto a coloro
che per cause di forza maggiore non possono essere presenti: a tutti
vada l'abbraccio fraterno del Priore generale.
(Il Priore - prof. Paolo Nardi)
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