| In
Siena

Feste
internazionali in onore di Santa Caterina Patrona d’Italia e
d’Europa
nell'anno 2008
(26-27 aprile)
Programma:
Sabato
26 aprile
- Ore
12: omaggio floreale alla statua della Santa delle autorità e
associazioni civili e militari in viale XXV Aprile;
-
Ore 21: nel Duomo di Siena: concerto «La stagione Armonica» eseguen il
"Gloria"
di Vivaldi;
Domenica
27 aprile
-
Ore 9.30: corteo, Portico dei Comuni: offerta dell'Olio per la Lampada
Votiva, da
parte del Corpo Infermiere Volontarie della C.R.I.
Da La patrona d'Italia e d'Europa N.2, apr/giug.2008:
« Il
corpo delle Infermiere volontarie della Croce Rossa Italiana
ha offerto l’olio per la lampada votiva a Santa Caterina per
l’anno 2008, in occasione del centenario della fondazione.
La
Croce Rossa conta attualmente, a livello
internazionale, più di centoventi milioni di volontari che operano
secondo i principi di umanità, imparzialità, neutralità,
indipendenza, volontarietà, unità, universalità, ricalcando lo
spirito del suo fondatore Henry Dunant
e cioè: “placare tutte le sofferenze umane senza distinzione di
nazionalità, razza, religione o condizione sociale”.
La
fondazione della Croce Rossa nel 1854 può essere individuata con la
battaglia di Solferino e San Martino,
quando, Henry Dunant,
rimase fortemente colpito dalle
sofferenze dei soldati feriti in battaglia; soldati sia di un fronte
che dell’altro. Questa azione di porsi al servizio del sofferente,
fu la stessa che visse Florence Nightingale
sul campo di battaglia della guerra di Crimea,
ella infatti può essere considerata
l’ispiratrice del Corpo delle Infermiere Volontarie.
In
Italia, la prima scuola di formazione per infermiere volontarie
della Croce Rossa, sorse a Milano e poi a Roma, dove, presso
l’Ospedale Militare del Celio, alla presenza della Regina Elena di
Savoia, fu sancita ufficialmente la nascita del
corpo Infermiere Volontarie, nel febbraio del 1908.
Le
infermiere volontarie della Croce Rossa, svolgono la loro attività
a fianco delle Forze Armate, Esercito, Marina, Aeronautica e
Carabinieri, hanno tutte una preparazione
adeguata, acquisita attraverso personale docente qualificato,
che opera sia nella sanità militare che civile.
Il
Corpo Infermiere Volontarie, come la Croce Rossa, presta il suo
servizio sempre volontariamente e trova la sua ragione di agire non
solo in ambito militare, ma anche civile: ad esempio in caso di
disastri, calamità naturali e in tutte quelle situazioni dove c’è
bisogno di aiuto.
Negli
ultimi anni, le infermiere volontarie di Croce Rossa sono a fianco
dei militari italiani nelle missioni umanitarie, attivandosi per
migliorare le condizioni di vita della popolazione locale in
difficoltà.
Lo
spirito, che caratterizza l’infermiera volontaria, risale a molti
secoli prima del Novecento. Esempio è Caterina da Siena, che
partiva dalla sua casa in Fontebranda,
con una lanterna per farsi luce e una
boccetta di aromi; percorreva la salita del Costone, per recarsi
allo Spedale di Santa Maria
della Scala per portare conforto agli ammalati “per i quali aveva
una pietà senza limiti”, animata da quell’amore
per l’umanità che le proveniva dalla smisurata fede che aveva nel
suo Sposo celeste. Qui possiamo fare un accenno alle radici
cristiane del continente europeo; quel dare dignità alla sofferenza
umana che proviene dall’amore di Dio per l’umanità e che si
innesta, senza contraddizione, nell’agire laico e che
trova, allo stesso tempo l’anello di congiunzione nel Cristo Ponte
verso l’umanità. Come disse il cardinale
Renato Raffaele Martino proprio a Siena, nella cripta di San
Domenico, l’8 marzo scorso in occasione del convegno Anima Europae:
“l’Europa è di quel Ponte che ha bisogno”.
Santa
Caterina, fu proclamata Patrona delle infermiere volontarie, il 15
settembre 1943, insieme a Santa Caterina da Genova, che invece fu
proclamata Patrona degli Ospedali Italiani, da Papa Pio XII, con
queste parole tratte dal documento papale:
“(…) affinché esse (le infermiere) nel curare gli infermi siano
pienamente infiammate di spirito cristiano, mirando le Sante come
Patrone e siano sempre corroborate dal loro aiuto e dal loro
esempio”. Proprio in quegli anni difficili, quando l’Italia si
trovava in pieno conflitto mondiale, Caterina da Siena fu posta a
simbolo di conforto e d’amore per l’umanità sofferente. »
(Franca Piccini)
-
Ore 10 allocuzioni del1'Arcivescovo,
del Sindaco, dell'Ispettrice Nazionale delle
Infermiere
della Croce Rossa;
-
Ore 11: Basilica di San Domenico, solenne Celebrazione eucaristica
presieduta dall'Em.mo Cardinale Angelo Sodano;
Da La Patrona d'Italia e d'Europa N.2, apr/giu.2008:
«A fine aprile
d’ogni anno noi volgiamo lo sguardo verso la figura di S.Caterina
da Siena. Sette secoli di storia ci separano da lei, ma l’eredità
spirituale che ci ha lasciato continua ad essere feconda di bene in
tutta la Chiesa». Così il cardinale Angelo Sodano,
decano del Collegio Cardinalizio e inviato del Papa Benedetto XVI
alle Feste internazionali in onore di S.Caterina
da Siena, è intervenuto durante l’omelia della solenne
concelebrazione eucaristica che si è tenuta nella Basilica di San
Domenico. «Voi, cari senesi- ha
continuato il cardinale- ben conoscete la vicenda terrena di questa
vostra concittadina. Una vita terminata ad
appena 33 anni ma già ricolma di tante grazie da parte del Signore.
Donna ricca di una profonda spiritualità essa si era consacrata
totalmente a Cristo
come allo Sposo della sua anima. Nelle biografie sulla nostra Santa
si sottolinea giustamente la sua opera
sociale per la pace con le città della Toscana e soprattutto con
Firenze e con Volterra, per il ritorno a Roma dei Papi dalla sede di
Avignone , per l’opera di riconciliazione che svolse in questa
città. Qualcuno - ha spiegato ancora il presule- ha scritto che fu
proprio S.Caterina a definire la
diplomazia come "l’arte di fare la pace". Va però
ricordato che tutte le iniziative sociali della Santa nascevano
dalla sua profonda visione religiosa della vita. Oggi, qualcuno si
meraviglia nel leggere che la nostra
Santa a 12 anni già si tagliava i capelli di fronte alla propria
mamma per indicare che voleva abbracciare la vita religiosa.
Qualcuno si sorprende nel leggere che la
giovane Caterina ad appena 16 anni volesse già entrare fra le
Mantellate rivestendo
l’abito bianco ed il mantello nero del Terzo Ordine Domenicano.
Sappiamo che questi non erano che i segni
della sua forte personalità umana e cristiana sostenuta da uno
speciale intervento divino nella sua vita. Le stesse stigmate di cui
essa fu privilegiata- ha chiosato ancora il cardinale- non sono che
il segno della predilezione divina per questa donna straordinaria affinchè
essa potesse irradiare sul mondo un
fascio di luce e richiamare gli uomini del suo tempo ad aderire a
Cristo. Anche la sapienza che troviamo
nelle sue lettere le proveniva del contatto quotidiano con il suo
Signore. Essa non aveva potuto godere di
una grande istruzione nella famiglia di suo padre tintore
ma essa l’aveva attinta dalla preghiera quotidiana si piedi
del crocifisso. Il messaggio della nostra Santa- ha notato-
è ricco di sapienza cristiana che giunge a noi dal secolo XIV ma
che è sempre attuale, come ricordò Paolo VI quando la proclamò
Dottore della Chiesa. E’ un dottorato guadagnato
sull’inginocchiatoio della sua cella alla scuola di un grande
Maestro quale fu il Cristo. Basta meditare
sulle sue preghiere ove la Santa si rivolge a Cristo come
il Ponte che unisce cielo e terra e sul quale tutti gli uomini
devono transitare se vogliono giungere alla patria del cielo.
Particolarmente attuale è
la sua teologia dell’amore misericordioso di Dio. Oggi ne
abbiamo più che mai bisogno come ci ha ricordato il
compianto Giovanni Paolo II nella sua enciclica Dives
in misericordia. Rileggendo il messaggio lasciatoci dalla nostra
Santa- ha concluso il cardinale Sodano-
non vorrei dimenticare poi, di sottolineare il suo grande amore alla
Chiesa ai suoi Pastori ed in particolare al Sommo Pontefice. A tutti
ricordava che la Chiesa è sempre la
Madre che ci ha generato alla vita della grazia del Battesimo e che
ce la alimenta con gli altri Sacramenti e con la Parola di Dio.
Questa Madre è santa perchè sempre
vivificata dallo Spirito di Cristo. Anzi, essa è la Madre dei
Santi. A questa Chiesa indefettibilmente
Santa ed allo stesso tempo bisognosa di purificazione, S.Caterina
ci invita a guardare fiduciosi perchè
in essa è sempre presente lo Spirito di Cristo». (Roberto
Romaldo)
- Ore 18: in Piazza del Campo: benedizione all'Italia e all'Europa con la
Reliquia di S. Caterina; saluto del Sindaco di Siena, discorso del
Rappresentante del Governo Italiano, sbandierata delle Contrade, sfilata
dei reparti militari e delle associazioni di volontariato.
Martedì
29 aprile
-ore 11: Messa nella Casa
Santuario celebrata da S.E.Mons.Buoncristiani.
>>Da La Patrona d'Italia e d'Europa N.2, apr/giug. 2008:
Le Feste in
onore di Santa Caterina da Siena, Patrona d’Italia e d’Europa,
hanno visto, come consuetudine, le allocuzioni nel Portico votivo
dei Comuni d’Italia, dell’Arcivescovo di Siena, Colle di Val
d’Elsa e Montalcino, monsignor Antonio
Buoncristiani, del Sindaco Maurizio
Cenni e della
Ispettrice generale della Croce Rossa Italiana Mila Brachetti
Peretti.
L’Arcivescovo,
dopo aver salutato l’Eminentissimo cardinale Angelo Sodano,
inviato dal Papa a presiedere l’edizione 2008, ha
incentrato il suo discorso sulla carità di Santa Caterina. “Resta
a testimonianza del suo amore per il prossimo – ha detto monsignor
Buoncristiani – l’oratorio di Santa
Caterina della Notte, posto all’interno del Santa Maria
della Scala, proprio davanti all’Arcivescovado”. Lì Caterina
andava a riposare le sue stanche membra dopo aver assistito i
ricoverati dell’omonimo ospedale. Caterina si fece esempio di pura
carità, come esempio di carità è l’operato
delle infermiere volontarie della Croce Rossa: “Quell’olio,
che voi crocerossine offrite – ha proseguito Buoncristiani
- è il segno che
Caterina oggi continua a camminare con noi”.
Il Sindaco
Maurizio Cenni ha ricordato la figura di
Caterina soffermandosi sugli scritti della Santa che ammoniscono i
politici dell’epoca ad operare per il bene comune, ricordando loro
che il potere è solo prestato. “Caterina si sentiva italiana - ha
detto Cenni – vedendo gli abitanti dell’Italia come legati da
un’unica storia, nonostante le divisioni dell’epoca”.
“Ama,
conforta, lavora, salva” è il motto del Corpo delle infermiere
volontarie della Croce Rossa Italiana. E
chi meglio di Caterina poteva impersonare tutte queste azioni.
Fu per questo motivo che il 15 settembre del 1943, papa Pio XII
proclamò Santa Caterina da Siena Patrona delle infermiere
volontarie della Croce Rossa italiana. “Le crocerossine sono
sempre state vicine e devote a Santa Caterina da Siena, - ha detto
l’Ispettrice generale del Corpo infermiere volontarie Mila Brachetti
Peretti – non c’è nostra Sorella
che non si sia raccomandata a Santa Caterina nei momenti duri che si
trova ad affrontare”. Molte infermiere volontarie sono morte in
trincea, nei campi di concentramento, durante i due conflitti
mondiali del Novecento, ma anche oggi, le troviamo in prima fila in
Iraq, in Somalia e in tutti i luoghi caldi del mondo a fianco
dell’esercito nelle missioni di pace,
perché a nessuno manchi assistenza e conforto, che
non vuol dire solo curare le ferite del corpo, ma anche quelle
dell’anima. Caterina seguiva il suo percorso di
infermiera volontaria accompagnata da una lampada, che le
illuminava il cammino, ebbene anche oggi la luce di quella lampada
illumina l’operato di ogni infermiera della Croce Rossa.
Così il
Corpo Infermiere Volontarie di Croce Rossa non poteva festeggiare
meglio il primo centenario della sua fondazione, avvenuta a Roma nel
1908 se non omaggiando la grande Santa
sua protettrice. Dal 1943 Caterina illumina il percorso di queste
donne che, volontariamente, senza nessun altro scopo, se non quello
di aiutare il prossimo, affrontano sacrifici e rinunce, pur di
essere a fianco dell’umanità sofferente, senza distinzione di
razza, lingua, religione, fede politica..
La
cerimonia nel Portico ha visto anche molte Associazioni di
volontariato offrire ceri votivi, come consuetudine il primo è
stato quello del Comune, poi sono seguiti l’accensione del cero da
parte del Pasfa, l’Associazione che
assiste le famiglie dei militari, dell’Avo, Associazione volontari
ospedalieri, dell’Acos, dell’Ordine
equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme e di altre
istituzioni.
Le Feste,
in onore di Santa Caterina, sono proseguite
nella basilica di San Domenico con la solenne concelebrazione
eucaristica presieduta dal Cardinale Angelo Sodano, Decano
del Collegio Cardinalizio. (Franca piccini)
>Cardinale GIOVANNI BATTISTA RE
Basilica
San Domenico Siena; omelia del 29.04.2007
Grande mistica, Santa Caterina fu in pari tempo anche donna
profondamente inserita nelle vicende di questo mondo. In un tempo in
cui il ruolo della donna si svolgeva quasi interamente fra le pareti
domestiche o fra le mura di un chiostro, Santa Caterina svolse
un’azione che si estese alla città di Siena e poi si allargò
alla Toscana, all’Italia e alla Chiesa intera.
Nelle sue mani passarono, si può dire, le principali questioni e
vicende religiose e politiche che agitarono il suo tempo.
Nata qui a Siena nel 1347 e morta a Roma nel 1380, Caterina Benincasa
appartenne ad un’epoca contrassegnata da forti contrasti. Nel
breve arco dei suoi 33 anni di vita, questa donna ha scavato un
solco profondo nella storia della santità, nella spiritualità
cristiana, nella letteratura ed ha offerto un contributo notevole ed
originale alla riforma del Papato e della Chiesa.
Ciò che maggiormente colpisce di questa Santa è che la sua intensa
attività missionaria e riformatrice si abbinava ad una
straordinaria vita contemplativa tanto che
può essere ritenuta la più grande mistica del ‘300, talmente
afferrata dall’amore di Dio. Nella luce abbagliante di Dio,
Caterina comprende di essere “nulla”
davanti al “tutto” che è Dio, e in pari tempo scopre con
stupore infinito che Dio ama da sempre questo piccolo nulla.
La sua esperienza mistica, non solo non la estraniò
dalla realtà della vita e dalle situazioni del suo tempo, ma fu
proprio la vita mistica a portarla a partecipare
intensamente alle vicende della sua epoca. Le visioni
infatti che Ella ebbe furono la sorgente dei suoi messaggi e
del vigore e della convinzione con cui li proponeva.
La giovane senese entrò con piglio sicuro e parole ardenti nel vivo
della problematica della Chiesa e della società di allora. Fu di
una fortezza straordinaria e di un coraggio incontenibile, ma in
pari tempo fu
anche donna di grande soavità.
Animata
da ideali di bene, di giustizia, di amore
e di pace, riuscì ad ottenere che Papi, Cardinali, Principi,
capitani di ventura e intere popolazioni
l’ascoltassero e seguissero i suoi consigli, tanta era la
forza che da Lei promanava.
Di Santa Caterina desidero qui sottolineare,
in particolare, il suo amore alla Chiesa, tanto evidenziato dai suoi
biografi. Dal punto di vista intellettuale e morale,
la Chiesa
è stata il centro dell’esistenza di Caterina. Santa Caterina ha
amato
la Chiesa
nella
sua realtà divina e umana. L’aspetto umano, storico,
istituzionale della Chiesa non è mai stato da Lei disgiunto da
quello divino.
Caterina non ignorava gli sbagli degli uomini, di cui anzi
denunciava i difetti
e le piaghe, ma proprio per la decadenza da sanare nel corpo
mistico di Cristo sentiva ancor più forte il bisogno di amare
la Chiesa
, sacramento di salvezza per il mondo.
Appunto
perché amava
la Chiesa
, si adoperò per la riforma della Chiesa, iniziando con la riforma
interiore, poi impegnandosi anche per quella esterna,
operando sempre nella comunione e nell’obbedienza filiale verso i
legittimi rappresentanti di Cristo. Santa Caterina ci
insegna ad avere fiducia nella Chiesa e ad amarla sempre e
comunque.
La Chiesa
è divina ed umana ad un tempo. Essendo anche umana, gli uomini di
Chiesa possono avere limiti e difetti, ma nonostante questo, resta
l’istituzione che ci trasmette la salvezza di Cristo. E
ce la trasmette con fedeltà. Caterina è vissuta in
condizioni storiche molto diverse dalle nostre, ma il suo
insegnamento è ancora attuale. Ed è
invito a trovare nella cultura animata dai valori cristiani le
energie per operare per una società giusta umana e pacifica.
Di queste energie
ve ne sono molte anche oggi. Molti
infatti sono insofferenti ad ogni ipocrisia
e ad ogni compromesso col male
e proclamano o difendono la libertà di vivere i valori
propri della nostra civiltà.
Santa Caterina invita ad una doverosa resistenza
della coscienza contro il dilagare del male e ci esorta
all’impegno per il bene.
Scritti della Santa, come nelle Lettere, vi è una sapienza infusa.
Vi è, infatti, in Santa Caterina un’assimilazione delle verità
divine e dei misteri della fede che non solo è
dovuta alle sue singolarissime doti naturali, ma è anche
frutto di un prodigioso carisma mistico, da un dono di sapienza
infusole dallo Spirito Santo.
Giovanni Paolo II, nel
1999, ha
proclamato Santa Caterina Patrona d’Europa perché la sua dottrina
politica è di valido aiuto anche per la costruzione di un’Europa
unita fondata sui valori cristiani che ne hanno
caratterizzato la storia.
Santa Caterina esortò i popoli dell’Europa, dilaniati da guerre
fratricide, a riconciliarsi tra loro a vivere nell’unione e nella
pace. Esortò tutti ad assumersi le proprie responsabilità sociali
e storiche. Incoraggiò ad attingere dalla fede cristiana luce e
forza per la vita personale e comunitaria.
Santa Caterina – che ha dato un contributo così alto e significativo
alla crescita della Chiesa e della società – è oggi per noi un
esempio ed una guida a non avallare cedimenti a concezioni della
vita e della società che sono incompatibili con la visione
cristiana. Ella ci invita a trovare nei
valori cristiani le risorse per costruire la nostra identità e per
lavorare ad un futuro che non escluda Dio dal proprio orizzonte.
La giovane Santa senese chiama anche oggi ad edificare il futuro
della nuova Europa su solide basi, facendo leva sui valori autentici
che hanno il loro fondamento nella legge
iscritta nel cuore di ogni uomo e di ogni donna.
L’augurio è che il messaggio di Santa Caterina continui ad
illuminare il cammino delle genti di Siena, il cammino
dell’Italia e dell’Europa, il cammino dell’umanità.
Cardinale, Prefetto della
Congregazione per i Vescovi
>Omaggio
floreale a SANTA CATERINA
Statuta
di S.Caterina
L'omaggio
floreale alla statua di santa Caterina (opera di bruno Baracchini),
apre come di consuetudine, le Feste in
onore di santa Caterina da Siena. La manifestazione, come al solito
molto sentita, vede sfilare molte Associazioni di volontariato
che offrono i fiori alla Santa.
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