FESTE INTERNAZIONALI IN ONORE DELLA SANTA

> 18.06.2004:
- 65° anniversario di
Santa Caterina Compatrona d'Italia

(Pio XII, 18 giugno 1939)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Schola Cantorum Santa Caterina da Siena
-dirige: Tanja Kustrin


Ivan Florjanc
Card.Franc Rodè
Amb.Ivan Rebernik

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In Siena 


Feste internazionali in onore di Santa Caterina Patrona d’Italia e d’Europa nell'anno 2008
(26-27 aprile)

     Programma: 
Sabato 26 aprile 
- Ore 12: omaggio floreale alla statua della Santa delle autorità e 
   associazioni civili e militari in viale XXV Aprile;
- Ore 21: nel Duomo di Siena: concerto «La stagione Armonica» eseguen il "Gloria" 
   di Vivaldi; 

Domenica 27 aprile 
- Ore 9.30: corteo, Portico dei Comuni: offerta dell'Olio per la Lampada Votiva, da 
  parte del Corpo Infermiere Volontarie della C.R.I. 
  Da La patrona d'Italia e d'Europa N.2, apr/giug.2008: 
    « Il corpo delle Infermiere volontarie della Croce Rossa Italiana ha offerto l’olio per la lampada votiva a Santa Caterina per l’anno 2008, in occasione del centenario della fondazione.
     La Croce Rossa conta attualmente, a livello internazionale, più di centoventi milioni di volontari che operano secondo i principi di umanità, imparzialità, neutralità, indipendenza, volontarietà, unità, universalità, ricalcando lo spirito del suo fondatore Henry Dunant e cioè: “placare tutte le sofferenze umane senza distinzione di nazionalità, razza, religione o condizione sociale”.
     La fondazione della Croce Rossa nel 1854 può essere individuata con la battaglia di Solferino e San Martino, quando, Henry Dunant, rimase fortemente colpito dalle sofferenze dei soldati feriti in battaglia; soldati sia di un fronte che dell’altro. Questa azione di porsi al servizio del sofferente, fu la stessa che visse Florence Nightingale sul campo di battaglia della guerra di Crimea, ella infatti può essere considerata l’ispiratrice del Corpo delle Infermiere Volontarie.
     In Italia, la prima scuola di formazione per infermiere volontarie della Croce Rossa, sorse a Milano e poi a Roma, dove, presso l’Ospedale Militare del Celio, alla presenza della Regina Elena di Savoia, fu sancita ufficialmente la nascita del corpo Infermiere Volontarie, nel febbraio del 1908.
     Le infermiere volontarie della Croce Rossa, svolgono la loro attività a fianco delle Forze Armate, Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri, hanno tutte una preparazione adeguata, acquisita attraverso personale docente qualificato, che opera sia nella sanità militare che civile.
     Il Corpo Infermiere Volontarie, come la Croce Rossa, presta il suo servizio sempre volontariamente e trova la sua ragione di agire non solo in ambito militare, ma anche civile: ad esempio in caso di disastri, calamità naturali e in tutte quelle situazioni dove c’è bisogno di aiuto.
     Negli ultimi anni, le infermiere volontarie di Croce Rossa sono a fianco dei militari italiani nelle missioni umanitarie, attivandosi per migliorare le condizioni di vita della popolazione locale in difficoltà.
     Lo spirito, che caratterizza l’infermiera volontaria, risale a molti secoli prima del Novecento. Esempio è Caterina da Siena, che partiva dalla sua casa in Fontebranda, con una lanterna per farsi luce e una boccetta di aromi; percorreva la salita del Costone, per recarsi allo Spedale di Santa Maria della Scala per portare conforto agli ammalati “per i quali aveva una pietà senza limiti”, animata da quell’amore per l’umanità che le proveniva dalla smisurata fede che aveva nel suo Sposo celeste. Qui possiamo fare un accenno alle radici cristiane del continente europeo; quel dare dignità alla sofferenza umana che proviene dall’amore di Dio per l’umanità e che si innesta, senza contraddizione, nell’agire laico e che trova, allo stesso tempo l’anello di congiunzione nel Cristo Ponte verso l’umanità. Come disse il cardinale Renato Raffaele Martino proprio a Siena, nella cripta di San Domenico, l’8 marzo scorso in occasione del convegno Anima Europae: “l’Europa è di quel Ponte che ha bisogno”.
     Santa Caterina, fu proclamata Patrona delle infermiere volontarie, il 15 settembre 1943, insieme a Santa Caterina da Genova, che invece fu proclamata Patrona degli Ospedali Italiani, da Papa Pio XII, con queste parole tratte dal documento papale: “(…) affinché esse (le infermiere) nel curare gli infermi siano pienamente infiammate di spirito cristiano, mirando le Sante come Patrone e siano sempre corroborate dal loro aiuto e dal loro esempio”. Proprio in quegli anni difficili, quando l’Italia si trovava in pieno conflitto mondiale, Caterina da Siena fu posta a simbolo di conforto e d’amore per l’umanità sofferente. » (Franca Piccini)
- Ore 10 allocuzioni  del1'Arcivescovo, del Sindaco, dell'Ispettrice Nazionale delle 
  Infermiere
della  Croce Rossa;
- Ore 11: Basilica di San Domenico, solenne Celebrazione eucaristica 
   presieduta dall'Em.mo Cardinale Angelo Sodano; 
   Da La Patrona d'Italia e d'Europa N.2, apr/giu.2008:

   «A fine aprile d’ogni anno noi volgiamo lo sguardo verso la figura di S.Caterina da Siena. Sette secoli di storia ci separano da lei, ma l’eredità spirituale che ci ha lasciato continua ad essere feconda di bene in tutta la Chiesa». Così il cardinale Angelo Sodano, decano del Collegio Cardinalizio e inviato del Papa Benedetto XVI alle Feste internazionali in onore di S.Caterina da Siena, è intervenuto durante l’omelia della solenne concelebrazione eucaristica che si è tenuta nella Basilica di San Domenico. «Voi, cari senesi- ha continuato il cardinale- ben conoscete la vicenda terrena di questa vostra concittadina. Una vita terminata ad appena 33 anni ma già ricolma di tante grazie da parte del Signore. Donna ricca di una profonda spiritualità essa si era consacrata totalmente  a Cristo come allo Sposo della sua anima. Nelle biografie sulla nostra Santa si sottolinea giustamente la sua opera sociale per la pace con le città della Toscana e soprattutto con Firenze e con Volterra, per il ritorno a Roma dei Papi dalla sede di Avignone , per l’opera di riconciliazione che svolse in questa città. Qualcuno - ha spiegato ancora il presule- ha scritto che fu proprio S.Caterina a definire la diplomazia come "l’arte di fare la pace". Va però ricordato che tutte le iniziative sociali della Santa nascevano dalla sua profonda visione religiosa della vita. Oggi, qualcuno si meraviglia nel leggere che la nostra Santa a 12 anni già si tagliava i capelli di fronte alla propria mamma per indicare che voleva abbracciare la vita religiosa. Qualcuno si sorprende nel leggere che la giovane Caterina ad appena 16 anni volesse già entrare fra le Mantellate  rivestendo l’abito bianco ed il mantello nero del Terzo Ordine Domenicano. Sappiamo che questi non erano che i segni della sua forte personalità umana e cristiana sostenuta da uno speciale intervento divino nella sua vita. Le stesse stigmate di cui essa fu privilegiata- ha chiosato ancora il cardinale- non sono che il segno della predilezione divina per questa donna straordinaria affinchè essa potesse irradiare sul mondo un fascio di luce e richiamare gli uomini del suo tempo ad aderire a Cristo. Anche la sapienza che troviamo nelle sue lettere le proveniva del contatto quotidiano con il suo Signore. Essa non aveva potuto godere di una grande istruzione nella famiglia di suo padre tintore  ma essa l’aveva attinta dalla preghiera quotidiana si piedi del crocifisso. Il messaggio della nostra Santa- ha notato- è ricco di sapienza cristiana che giunge a noi dal secolo XIV ma che è sempre attuale, come ricordò Paolo VI quando la proclamò Dottore della Chiesa. E’ un dottorato guadagnato sull’inginocchiatoio della sua cella alla scuola di un grande Maestro quale fu il Cristo. Basta meditare  sulle sue preghiere ove la Santa si rivolge a Cristo  come il Ponte che unisce cielo e terra e sul quale tutti gli uomini devono transitare se vogliono giungere alla patria del cielo. Particolarmente attuale  è la sua teologia dell’amore misericordioso di Dio. Oggi ne abbiamo più che mai bisogno come ci ha ricordato il compianto Giovanni Paolo II nella sua enciclica Dives in misericordia. Rileggendo il messaggio lasciatoci dalla nostra Santa- ha concluso il cardinale Sodano- non vorrei dimenticare poi, di sottolineare il suo grande amore alla Chiesa ai suoi Pastori ed in particolare al Sommo Pontefice. A tutti ricordava che la Chiesa è sempre la Madre che ci ha generato alla vita della grazia del Battesimo e che ce la alimenta con gli altri Sacramenti e con la Parola di Dio. Questa Madre è santa perchè sempre vivificata dallo Spirito di Cristo. Anzi, essa è la Madre dei Santi. A questa Chiesa indefettibilmente Santa ed allo stesso tempo bisognosa di purificazione, S.Caterina ci invita a guardare fiduciosi perchè in essa è sempre presente lo Spirito di Cristo». (Roberto Romaldo)
- Ore 18: in Piazza del Campo: benedizione all'Italia e all'Europa con la 
   Reliquia di S. Caterina; saluto del Sindaco di Siena, discorso del 
   Rappresentante del Governo Italiano, sbandierata delle Contrade, sfilata 
   dei reparti militari e delle associazioni di volontariato.

Martedì 29 aprile
-ore 11: Messa nella Casa Santuario celebrata da S.E.Mons.Buoncristiani.

>>Da La Patrona d'Italia e d'Europa N.2, apr/giug. 2008:
    Le Feste in onore di Santa Caterina da Siena, Patrona d’Italia e d’Europa, hanno visto, come consuetudine, le allocuzioni nel Portico votivo dei Comuni d’Italia, dell’Arcivescovo di Siena, Colle di Val d’Elsa e Montalcino, monsignor Antonio Buoncristiani, del Sindaco Maurizio Cenni  e della Ispettrice generale della Croce Rossa Italiana Mila Brachetti Peretti.
    L’Arcivescovo, dopo aver salutato l’Eminentissimo cardinale Angelo Sodano, inviato dal Papa a presiedere l’edizione 2008, ha incentrato il suo discorso sulla carità di Santa Caterina. “Resta a testimonianza del suo amore per il prossimo – ha detto monsignor Buoncristiani – l’oratorio di Santa Caterina della Notte, posto all’interno del Santa Maria della Scala, proprio davanti all’Arcivescovado”. Lì Caterina andava a riposare le sue stanche membra dopo aver assistito i ricoverati dell’omonimo ospedale. Caterina si fece esempio di pura carità, come esempio di carità è l’operato delle infermiere volontarie della Croce Rossa: “Quell’olio, che voi crocerossine offrite – ha proseguito Buoncristiani -  è il segno che Caterina oggi continua a camminare con noi”.
    Il Sindaco Maurizio Cenni ha ricordato la figura di Caterina soffermandosi sugli scritti della Santa che ammoniscono i politici dell’epoca ad operare per il bene comune, ricordando loro che il potere è solo prestato. “Caterina si sentiva italiana - ha detto Cenni – vedendo gli abitanti dell’Italia come legati da un’unica storia, nonostante le divisioni dell’epoca”. 
    “Ama, conforta, lavora, salva” è il motto del Corpo delle infermiere volontarie della Croce Rossa Italiana. E chi meglio di Caterina poteva impersonare tutte queste azioni. Fu per questo motivo che il 15 settembre del 1943, papa Pio XII proclamò Santa Caterina da Siena Patrona delle infermiere volontarie della Croce Rossa italiana. “Le crocerossine sono sempre state vicine e devote a Santa Caterina da Siena, - ha detto l’Ispettrice generale del Corpo infermiere volontarie Mila Brachetti Peretti – non c’è nostra Sorella che non si sia raccomandata a Santa Caterina nei momenti duri che si trova ad affrontare”. Molte infermiere volontarie sono morte in trincea, nei campi di concentramento, durante i due conflitti mondiali del Novecento, ma anche oggi, le troviamo in prima fila in Iraq, in Somalia e in tutti i luoghi caldi del mondo a fianco dell’esercito nelle missioni di pace, perché a nessuno manchi assistenza e conforto,  che non vuol dire solo curare le ferite del corpo, ma anche quelle dell’anima. Caterina seguiva il suo percorso di infermiera volontaria accompagnata da una lampada, che le illuminava il cammino, ebbene anche oggi la luce di quella lampada illumina l’operato di ogni infermiera della Croce Rossa.
    Così il Corpo Infermiere Volontarie di Croce Rossa non poteva festeggiare meglio il primo centenario della sua fondazione, avvenuta a Roma nel 1908 se non omaggiando la grande Santa sua protettrice. Dal 1943 Caterina illumina il percorso di queste donne che, volontariamente, senza nessun altro scopo, se non quello di aiutare il prossimo, affrontano sacrifici e rinunce, pur di essere a fianco dell’umanità sofferente, senza distinzione di razza, lingua, religione, fede politica.. 
    La cerimonia nel Portico ha visto anche molte Associazioni di volontariato offrire ceri votivi, come consuetudine il primo è stato quello del Comune, poi sono seguiti l’accensione del cero da parte del Pasfa, l’Associazione che assiste le famiglie dei militari, dell’Avo, Associazione volontari ospedalieri, dell’Acos, dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme e di altre istituzioni.
    Le Feste, in onore di Santa Caterina, sono proseguite nella basilica di San Domenico con la solenne concelebrazione eucaristica presieduta dal Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio. (Franca piccini)

 

>Cardinale GIOVANNI BATTISTA RE 
    Basilica San Domenico Siena; omelia del 29.04.2007 
  Grande mistica, Santa Caterina fu in pari tempo anche donna profondamente inserita nelle vicende di questo mondo. In un tempo in cui il ruolo della donna si svolgeva quasi interamente fra le pareti domestiche o fra le mura di un chiostro, Santa Caterina svolse un’azione che si estese alla città di Siena e poi si allargò alla Toscana, all’Italia e alla Chiesa intera.

   Nelle sue mani passarono, si può dire, le principali questioni e vicende religiose e politiche che agitarono il suo tempo.

   Nata qui a Siena nel 1347 e morta a Roma nel 1380, Caterina Benincasa appartenne ad un’epoca contrassegnata da forti contrasti. Nel breve arco dei suoi 33 anni di vita, questa donna ha scavato un solco profondo nella storia della santità, nella spiritualità cristiana, nella letteratura ed ha offerto un contributo notevole ed originale alla riforma del Papato e della Chiesa.

   Ciò che maggiormente colpisce di questa Santa è che la sua intensa attività missionaria e riformatrice si abbinava ad una straordinaria vita contemplativa tanto che può essere ritenuta la più grande mistica del ‘300, talmente afferrata dall’amore di Dio. Nella luce abbagliante di Dio, Caterina comprende di essere “nulla” davanti al “tutto” che è Dio, e in pari tempo scopre con stupore infinito che Dio ama da sempre questo piccolo nulla.

   La sua esperienza mistica, non solo non la estraniò dalla realtà della vita e dalle situazioni del suo tempo, ma fu proprio la vita mistica a portarla a partecipare  intensamente alle vicende della sua epoca. Le visioni infatti che Ella ebbe furono la sorgente dei suoi messaggi e del vigore e della convinzione con cui li proponeva.

   La giovane senese entrò con piglio sicuro e parole ardenti nel vivo della problematica della Chiesa e della società di allora. Fu di una fortezza straordinaria e di un coraggio incontenibile, ma in pari tempo  fu anche donna di grande soavità.

Animata da ideali di bene, di giustizia, di amore e di pace, riuscì ad ottenere che Papi, Cardinali, Principi, capitani di ventura e intere popolazioni  l’ascoltassero e seguissero i suoi consigli, tanta era la forza che da Lei promanava.

   Di Santa Caterina desidero qui sottolineare, in particolare, il suo amore alla Chiesa, tanto evidenziato dai suoi biografi. Dal punto di vista intellettuale e morale, la Chiesa è stata il centro dell’esistenza di Caterina. Santa Caterina ha amato la Chiesa   nella sua realtà divina e umana. L’aspetto umano, storico, istituzionale della Chiesa non è mai stato da Lei disgiunto da quello divino.

   Caterina non ignorava gli sbagli degli uomini, di cui anzi denunciava i difetti  e le piaghe, ma proprio per la decadenza da sanare nel corpo mistico di Cristo sentiva ancor più forte il bisogno di amare la Chiesa , sacramento di salvezza per il mondo.

Appunto perché amava la Chiesa , si adoperò per la riforma della Chiesa, iniziando con la riforma interiore, poi impegnandosi anche per quella esterna, operando sempre nella comunione e nell’obbedienza filiale verso i legittimi rappresentanti di Cristo. Santa Caterina ci insegna ad avere fiducia nella Chiesa e ad amarla sempre e comunque. La Chiesa è divina ed umana ad un tempo. Essendo anche umana, gli uomini di Chiesa possono avere limiti e difetti, ma nonostante questo, resta l’istituzione che ci trasmette la salvezza di Cristo. E ce la trasmette con fedeltà.  Caterina è vissuta in condizioni storiche molto diverse dalle nostre, ma il suo insegnamento è ancora attuale. Ed è invito a trovare nella cultura animata dai valori cristiani le energie per operare per una società giusta umana e pacifica.

   Di queste energie  ve ne sono molte anche oggi. Molti infatti sono insofferenti ad ogni ipocrisia  e ad ogni compromesso col male  e proclamano o difendono la libertà di vivere i valori propri della nostra civiltà.

   Santa Caterina invita ad una doverosa resistenza  della coscienza contro il dilagare del male e ci esorta all’impegno per il bene.

   Scritti della Santa, come nelle Lettere, vi è una sapienza infusa. Vi è, infatti, in Santa Caterina un’assimilazione delle verità divine e dei misteri della fede che non solo è dovuta alle sue singolarissime doti naturali, ma è anche frutto di un prodigioso carisma mistico, da un dono di sapienza infusole dallo Spirito Santo.

   Giovanni Paolo II, nel 1999, ha proclamato Santa Caterina Patrona d’Europa perché la sua dottrina politica è di valido aiuto anche per la costruzione di un’Europa unita fondata sui valori cristiani che ne hanno caratterizzato la storia.

   Santa Caterina esortò i popoli dell’Europa, dilaniati da guerre fratricide, a riconciliarsi tra loro a vivere nell’unione e nella pace. Esortò tutti ad assumersi le proprie responsabilità sociali e storiche. Incoraggiò ad attingere dalla fede cristiana luce e forza per la vita personale e comunitaria.

   Santa Caterina – che ha dato un contributo così alto e significativo alla crescita della Chiesa e della società – è oggi per noi un esempio ed una guida a non avallare cedimenti a concezioni della vita e della società che sono incompatibili con la visione cristiana. Ella ci invita a trovare nei valori cristiani le risorse per costruire la nostra identità e per lavorare ad un futuro che non escluda Dio dal proprio orizzonte.

   La giovane Santa senese chiama anche oggi ad edificare il futuro della nuova Europa su solide basi, facendo leva sui valori autentici che hanno il loro fondamento nella legge iscritta nel cuore di ogni uomo e di ogni donna.

   L’augurio è che il messaggio di Santa Caterina continui ad illuminare il cammino delle genti di Siena, il cammino dell’Italia e dell’Europa, il cammino dell’umanità.

                                      Cardinale, Prefetto della Congregazione per i Vescovi

 >Omaggio floreale a SANTA CATERINA
   Statuta di S.Caterina
  
L'omaggio floreale alla statua di santa Caterina (opera di bruno Baracchini), apre come di consuetudine, le Feste in onore di santa Caterina da Siena. La manifestazione, come al solito molto sentita, vede sfilare molte Associazioni di volontariato che offrono i fiori alla Santa. 

 


>  Il 18 giugno 2004 si è celebrato il 65° anniversario della proclamazione di Santa Caterina 
     a Patrona d'Italia (1939-2004):
     Le prime feste nazionali in onore della santa sono datate 1940; furono molto solenni ed ebbero la durata di quindici giorni, dal 14 al 29 aprile di quell'anno.
     Ogni giornata fu dedicata ad una categoria di persone: giornata dei malati, giornata della gioventù femminile, giornata dei fanciulli, giornata delle famiglie, ecc. Furono organizzate anche due conferenze: una tenuta dal professore Arrigo Levasti, studioso di storia religiosa medievale; l'altra tenuta da un giovane professore di Diritto romano presso l'Università di Firenze, tal Giorgio La Pira. 
     Nella giornata finale dei festeggiamenti confluirono a Siena personaggi importanti del mondo politico ed ecclesiastico dell'epoca: il duca di Bergamo in rappresentanza della Casa reale; il Prefetto della Congregazione dei Riti, cardinale Salotti, che benedisse anche la prima pietra per la costruzione del Portico votivo dei Comuni d'Italia (pietra offerta dal governatore di Roma, principe Gian Giacomo Borghese; ogni comune d'Italia donò la cifra simbolica che occorreva per comprare un mattone per la costruzione del Portico). (da La Patrona d'Italia e d'Europa, LIX 2004; Franca Piccini)Ricorre quest'anno il 65esimo anniversario della proclamazione di Santa Caterina a Patrona d'Italia (1939-2004).
    
Le prime feste nazionali in onore della santa sono datate 1940; furono molto solenni ed ebbero la durata di quindici giorni, dal 14 al 29 aprile di quell'anno.
     Ogni giornata fu dedicata ad una categoria di persone: giornata dei malati, giornata della gioventù femminile, giornata dei fanciulli, giornata delle famiglie, ecc. Furono organizzate anche due conferenze: una tenuta dal professore Arrigo Levasti, studioso di storia religiosa medievale; l'altra tenuta da un giovane professore di Diritto romano presso l'Università di Firenze, tal Giorgio La Pira.
     Nella giornata finale dei festeggiamenti confluirono a Siena personaggi importanti del mondo politico ed ecclesiastico dell'epoca: il duca di Bergamo in rappresentanza della Casa reale; il Prefetto della Congregazione dei Riti, cardinale Salotti, che benedisse anche la prima pietra per la costruzione del Portico votivo dei Comuni d'Italia (pietra offerta dal governatore di Roma, principe Gian Giacomo Borghese; ogni comune d'Italia donò la cifra simbolica che occorreva per comprare un mattone per la costruzione del Portico).
 
                       (da La Patrona d'Italia e d'Europa, N.1 - LIX Gen/Marzo 2004; Franca Piccini)


>  Santa Caterina da Siena - nella filatelia:
     La prima serie di francobolli emessa dalla Repubblica italiana e raffigurante Santa Caterina porta la data del 1° marzo 1948 ed è per commemorare il VI° centenario della nascita, anche se Caterina nasce nel 1347. Fu una serie di quattro francobolli con una tiratura di un milione e cinquecentomila esemplari che rimase in vigore fino al 3o giugno 1949. Questa serie era affiancata da un'altra serie di due francobolli di Posta aere da 100 e 200 lire.
     Il 26 giugno del 1962 la Repubblica italiana, sotto la Presidenza di Segni, commemora il V° centenario della canonizzazione della Patrona d'Italia con due francobolli di posta ordinaria: uno da 30 lire, che riporta il ritratto della Santa di Andrea Vanni, e l'altro, da 70 lire, raffigurante un'incisione su legno del XV secolo. Questa serie ebbe una tiratura di cinque milioni di esemplari e fu valida fino al 31 dicembre del 1963.
     Con le poste italiane arriviamo al 28 aprile 1980 e troviamo l'emissione di un francobollo da 170 lire, distribuito in otto milioni di esemplari, che reca l'effige del busto che aveva contenuto per anni la reliquia della sacra testa.
     Caterina amò, per tutta la sua breve, ma intensa vita, la Chiesa, la sposa di Cristo, per questo le Poste Vaticane non potevano non emettere un francobollo, esattamente il 12 giugno 1962 per commemorare il V° centenario della canonizzazione: ebbe una tiratura di 653000 esemplari e fu valido fino al 31 maggio 1963. Le Poste Vaticane vollero anche celebrare la grande impresa diplomatica del XIV secolo: Caterina protagonista del ritorno del Seggio papale a Roma dopo settanta anni di esilio avignonese, con l'emissione, il 20 maggio 1977,  con una serie di due francobolli che ebbero una tiratura di un milone e 250 mila esemplari, in occasione del VI° centenario del ritorno del Papa a Roma (1377-1977).
     Anche il Sovrano Militare Ordine di Malta (S.M.O.M.) il 15 ottobre 2001, ha emesso un francobollo in 15000 esemplari raffigurante il particolare di un dipinto, opera di Filippo Naldini, che rappresenta la Madonna del Rosario con i Santi Domenico e Caterina.

                          (da La patrona d'Italia e d'Europa, N.1-LIX Gen/Marzo 2004; Franca Piccini).