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Santa Caterina da Siena a Pisa:
Chiesa di Santa Cristina
(Lung'arno Gambacorti)
Le
Sacre Stigmate
Secondo la tradizione la chiesa di Santa Cristina sarebbe stata
fondata nell'840 e consacrata il 24 Agosto 842.
E' certo che le origini della chiesa sono
anteriori all'anno 1000.
Già in un documento del 1006 ( fonte Asp ) ed in
un altro di poco posteriore risulta che la chiesa era dedicata a Santa
Cristina, mentre da altri documenti sembra che in origine il sacro luogo
sia stato dedicato a San Bartolomeo.
La chiesa dipendeva dal capitolo del Duomo. Il
parroco ebbe titolo di priore nel 1815.
In questa chiesa la Santa patrona d'Italia e
co-patrona d'Europa Caterina da Siena ricevette le Sacre Stigmate il 1°
Aprile 1375 mentre, inginocchiata, pregava davanti ad un crocifisso.
L'evento è ricordato da una lapide vicino ad una antica colonna posta
presso l'altare dedicato a Santa Caterina, situato sul lato destro della
chiesa, ad indicare il luogo esatto dove avvenne il miracolo.
Un dipinto di Domenico da Passignano, alla destra
dell'altare maggiore, testimonia il momento in cui la Santa senese ebbe in
dono da Nostro Signore le Sacre Stigmate.
Nel 1563 il crocifisso in legno, da cui la Santa
ricevette le Stigmate, forse opera di Giunta Pisano, venne portato a Siena
ed è attualmente conservato nella cappella di Santa Caterina.
Oggi, per questo motivo, la chiesa è proclamata Santuario Cateriniano.
Il 24 Settembre 1989 il santuario è stato meta
di preghiera, durante una sua visita a Pisa di
S.S. Papa Giovanni Paolo II.
Preghiera
a Santa Caterina da Siena Patrona d'Italia e d'Europa
O
sposa del Cristo, fiore della patria nostra. angelo della Chiesa sii
benedetta.
Tu
amasti le anime redente dal Divino tuo Sposo: come Lui spargesti lacrime
sulla Patria diletta; per la Chiesa e per il Papa consumasti la fiamma di
tua vita.
Quando la peste mieteva vittime ed infuriava la discordia, tu passavi
Angelo buono
di Carità e di pace. Contro il disordine morale, che ovunque regnava,
chiamasti
virilmente a raccolta la buona volontà di tutti i fedeli.
Morente
tu invocasti sopra le anime, sopra l'Italia e l'Europa, sopra la Chiesa
il Sangue prezioso dell'Agnello.
O
Caterina Santa, dolce sorella patrona Nostra, vinci l'errore, custodisci
la fede,
infiamma, raduna le anime intorno al Pastore. La Patria nostra, benedetta
da Dio,
eletta da Cristo, sia per la tua intercessione vera immagine della Celeste
nella carità
nella prosperità, nella pace.
Per
te la Chiesa si estenda quanto il Salvatore ha desiderato, per te il
Pontefice
sia amato e cercato come il Padre il consigliere di tutti.
E
le anime nostre siano per te illuminate, fedeli al dovere verso L'Italia,
l'Europa
e verso la Chiesa, tese sempre verso il cielo, ne Regno di Dio dove il
Padre, il Verbo
il Divino amore irradiano sopra ogni spirito eterna luce, perfetta
letizia.
Così
sia.
Visita di S.S. Giovanni
Paolo II° al santuario delle Sacre Stigmate di Santa Caterina da Siena
Pisa,
24 Settembre 1989
Relazione del Miracolo
avvenuto delle Sacre Stigmate
L'anno 1375 essendo Arcivescovo di Pisa, Francesco Moricotti, cessata che
fu la peste in questa città, fu chiamata S. Caterina di Siena dai Pisani
per cause urgentissime, onde per espresso comando del Suo dolcissimo Sposo
Gesù, intorno al mese di Febbraio o Marzo, qui venne accompagnata
dal Beato Raimondo da Capua, Tommaso della Fonte e Bartolomeo di Domenico
e da altre pie persone.
Dimorò in questa Curia di Santa Cristina ospite del nobile e potente
Gherardo Buonanconti. La quarta Domenica di quaresima, che secondo le
calende di detto anno, fu il primo di Aprile ( in quel giorno Ella
terminava anni ventotto e giorni sei di sua età ) ascoltando la S. Messa
celebrata dal Beato Raimondo da Capua, in questa Chiesa Parrocchiale di S.
Cristina, nel luogo ove oggi è l'altare a Lei dedicato, dopo essersi
comunicata, fu rapita in estasi, e furono veduti dal Beato Raimondo e da
altre sedici persone che si trovavano presenti nel medesimo luogo, uscire
dalle cinque piaghe del Santissimo Crocifisso, che era su quell'altare,
cinque lucidissimi raggi sanguigni, e quelli delle mani del Crocifisso
andare a ferire le mani di Caterina, e quelli dei piedi, i piedi della
medesima, e quelli del costato, il suo castissimo e virgineo petto.
Al qual mistero riflettendo la Santa, per sua maggiore umiltà pregò il
Signore che non permettesse che apparisse nel suo corpo alcun segno, ed
appena chiesta la grazia, le dette Stigmate di color sanguigno si mutarono
in un grande splendore e forma di pura luce.
Dopo ricevute le Sacre Stigmate, dal grande dolore che sentiva la
Vergine, il Beato Raimondo e tutti gli altri presenti credettero che Ella
morisse per cui ricorsero con ferventi preghiere al Signore affinchè gli
conservasse in vita sì dolce Madre, e il giorno 7 d'Aprile ne ottennero
la grazia. Il giorno seguente, Domenica di Passione, dopo che si fu
comunicata, andata in estasi, la Santa disse che le piaghe non solo non le
affliggevano più il corpo, ma la confortavano e la consolavano.
La Santa Vergine si trattenne a Pisa ancora un anno circa e vi operò
molti miracoli.
°-°-°
Il 1 aprile 2006 scorso è stata eseguita la lettura della passione di
Cristo secondo Marco insieme ad alcuni
brani tratti dalle lettere di Santa Caterina. I singoli brani sono
stati intercalati da canti eseguiti dalla corale Santa Cecilia di
Calci. Alla festa di S. Caterina del 29 aprile 2006 è
intervenuto l’arcivescovo di Pisa monsignor Alessandro Plotti,
che ha sottolineato l’impegno di Caterina
per la pace nel mondo. Il Comune di Pisa, rappresentato
dall’assessore Bianca Storchi, ha
offerto un omaggio floreale; fra i presenti alla cerimonia
una delegazione delle suore domenicane irachene, i terziari
domenicani, il Cif e i rappresentanti del
Gioco del Ponte.
Nella relazione si ribadisce
l’impegno a diffondere il pensiero di Caterina.

>>Santa
Caterina e le Stigmate - Pisa
(da: La voce della
carità delle Sorelle dei Poveri di S.Caterina; n.2, aprile 2007,
di don U.Meattini)
Anche quest'anno il primo
aprile cade di domenica:
la Domenica delle Palme. Nel 1375 era la "Quarta Domenica di
Quaresima" e Santa Caterina si trovava a Pisa.
Più volte invitata per la fama della sua santa vita, vi era
finalmente arrivata con la bella brigata dei tre confessori
domenicani, di cui faceva parte il Fra' Raimondo, suo
confessore.
Le era stato
recapitato anche l'invito del Signore di Pisa, Piero Gambacorti
per cui aveva condotto con sé anche mamma Lapa e altre
consorelle. Garduer ci fa notare, inoltre, che in quel
periodo il Papa Gregorio XI, il dolce Cristo in terra, voleva benedire
la Crociata
e a Caterina premeva, oltre a questo, di distogliere i Pisani da far
lega coi Fiorentini. C'era arrivata, dunque, dopo tutti questi inviti,
nel febbraio di quell'anno e vi si trattenne fino al settembre. Con la
madre Lapa e le consorelle furono ospitati in casa Buonconti, Gherardo
e Caterina, Tommaso, Francesco e Nanni. La casa era "vicino alla
chiesa, o cappella, della santa vergine Cristina".
"In
questa chiesa, ad istanza di lei - è il beato Raimondo che scrive -
in un giorno di domenica, io celebrai e la comunicai. Ciò fatto ella,
secondo il suo costume, ivi restò lungo tempo senza l'uso dei
sentimenti... Ed aspettando noi ch'ella tornasse a' sentimenti... in
uno stante il suo corpicciolo, che giaceva prostrato,
appoco appoco s'alzò, e stando sopra le ginocchia, stese le braccia e
le mani, avendo la faccia risplendente e, dopo essere stata lungamente
così totalmente intirizzita, e con gli occhi chiusi, finalmente, come
fosse stata mortalmente ferita, cadde quasi in un attimo e dopo poco
tempo ritornò l'anima di lei a' sentimenti del corpo. Dopo questo,
ella fece subito chiamarmi, e con voce sommessa parlandomi, disse:
"Sappiate, padre, che per misericordia del nostro Signor Gesù
Cristo, io già porto le Sue stimmate nel corpo mio" (Leg. Mag. P. II, cap. V, lO).
La Guida Liturgica
Pastorale delle Chiese della Regione Toscana, al dì primo d'aprile,
quest' anno, annota: "Impressione delle Stimmate di S. Caterina
da Siena, vergine e dottore. Festa nella Basilica di S. Domenico e nel
Santuario Casa della Santa. E' il giorno del Signore non è
consentita
questa celebrazione".
"Il Crocifisso, però,
di fronte al quale venne stimmatizzata, fu nell' anno 1563, col
consenso del cardinale Angelo Niccolini, Arcivescovo di Pisa,
trasferito di notte tempo, e con la scorta di gente armata, a Siena,
dove presentemente si venera ... " (Capecelatro, cit. Grassi,
Sez. II, p. 123. Descrizione storica e
artistica di Pisa).
Il nostro Gigli, al 18
aprile (Diario senese, 1, p. 146), dice: "Il cardinal Angelo Niccolini
Arcivescovo di Pisa, che precedentemente era stato Governatore di
Siena ... in tal giorno nell' anno 1565 cavò dalla chiesa di S.
Cristina di Pisa stessa (con le opportune licenze) il miracoloso
simulacro ... per mandarlo in questa nostra città". E qui si
nota che il nostro Gigli non solo precisa il giorno del mese, ma
posticipa di due anni la data del Capecelatro e, con quell'inciso
delle opportune licenze, chiude la bocca alla Guida T.c.!. che recita:
" ... si riprende il Lungarno, che segue la curva del fiume e ...
in uno slargo sulla destra è
la
Chiesetta
di
S. Cristina ... Nell'interno ... accanto al 2°
altare destro, Crocifisso su tavola, copia di quello, del sec. XII,
trafugato a Siena, davanti al quale S. Caterina, nel 1375, ricevette
le stimmate".
Per le lettrici de "
La Voce
della Carità", e per i lettori, il 18 aprile è anche, e
soprattutto, la festa della Beata Savina. La ricordo insieme perché,
non solo in cielo nella celeste primavera eterna lodano lo svenato
Agnello del nostro riscatto, ma perché
la Petrilli ha lasciato scritto: "Le Sorelle dei Poveri
riguarderanno S. Caterina come loro specialissima avvocata e maestra
di virtù; consacreranno con particolari preghiere in onore di Lei il
mese di aprile e il giorno della sua festa ... " (Cost.
n.
14) .
Intanto, nel
1902, Alessandro Franchi, in collaborazione con la moglie, Signora
Luisina Franchi Mussini, poneva nell'altarino di sinistra della Chiesa
della Visitazione - ad istanza di Madre Savina - il suo "S.
Caterina riceve le stimmate".
C'è una tovaglia
bianca d'altare ed una bianca figura di giovane donna "che si
strugge nella celestiale luce ond'è circonfusa e percossa e della
divina Grazia che tutta la pervade". E c'è anche l'anima del
pittore... "divenuto senese, che rende col magistero de' segni
l'anima più altamente senese che abbia fiorito nel regno dello
Spirito, il vero "giglio di quella convalle "S.
Caterina" (A. Chiappelli).
E quando aprile ormai chiude le diafane labbra alle bocche di lupo
sulla sera, noi scendiamo in Fontebranda perché Siena e Roma,
l'Italia nostra e l'Europa tutta, quest'anno ancora nel Giorno del
Signore, rendono omaggio a Lei nella sua casa, oggi del Cristo dolce,
alto sull'altare.
( D.U.Meattini)
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