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ARTE - ICONOGRAFIA
della Santa
Nell'iconografia
tradizionale la santa porta sul capo una corona di spine, regge un
giglio, il crocifisso o un cuore; può avere le stigmate dalle quali
zampillano gigli. Con tali attributi è rappresentata, ai lati della
Madonna in trono, insieme con Santa Caterina d'Alessandria (Ambrogio da
Fossano; Londra, National Gallery). I pittori predilessero tuttavia la
fantasiosa raffigurazione degli episodi della sua vita: -il matrimonio
mistico, che si distingue da quello dell'altra Caterina perché Gesù è
adulto (fra Bartolomeo; Parigi, Louvre); l'estasi e le stigmate (Bernardino Fungai;
Siena, Oratorio di S.Caterina), Sodoma (Siena, Chiesa
di S.Domenico), Pompeo Batoni (Lucca, Pinacoteca).
(Da: Enciclopedia
Rizzoli Editore, Milano, 1957).
ARTISTI DELLA SANTA
SENESE
> da:
Le
lettere di S.Caterina da Siena
(1940 Giunti Barbèra, 1970
Marzocco Monte dei Paschi di Siena): «Tommaso della Fonte s'adoperò ad iniziare
fra i senesi il
culto di Caterina, commettendo ai pittori immagini di lei (Vol-VI,
p.X)». Dai
volumi I-VI:
-
(Vol-I)
Siena, Palazzo Comunale: S.Caterina da
Siena (Lorenzo Vecchietta, Si 1412-1480); Casa di S.Caterina. Oratorio inferiore: Miracolo di S.Caterina
(Girolamo Del Pacchia, Si 1477-1535); Guarigione di Matteo Cenni
(G.Del Pacchia);
Roma, Chiesa di S.Maria sopra Minerva: S.Caterina, sepolcro (Isaia da
Pisa, scultore XV sec.). - (Vol-II)
Firenze. Galleria Antica e Moderna: S.Caterina
da Siena (Fra Bartolomeo della Porta, Fi 1478-1517);
Siena, Cattedrale. Libreria Piccolomini: Enea Silvio Piccolomini
canonizza S.Caterina (Pinturicchio Bernardino, Pg 1454-Si
1513);
S.Severino (Marche). Chiesa di S.Domenico: Madonna in trono e Santi
(Bernardino di Mariotto, Pg 1478-1566c);
Siena. Cattedrale: Sposalizio di S.Caterina (V.Bandini
?);
Siena. Oratorio di S.Caterina: Canonizzazione della Santa (Andrea
Vanni, Si 1332-1414 amico di Caterina);
Venezia. Chiesa dei Gesuiti: La Madonna in trono, in basso varie Sante
(Tiepolo G.Battista, Ve 1696-Madrid 1770);
Siena. Accademia Belle Arti: La Comunione di S.Caterina
(D.Beccafumi, 1485-Si 1551). - (Vol-III) Siena. Accademia delle Belle Arti: S.Caterina
(G.Sodoma, 1477-1549); Siena, L'antica casa di S.Caterina
(?);
Siena. Chiesa di S.Domenico: Un Angelo porta a S.Caterina l'Ostia della
SS.Comunione (G.Sodoma, 1477-1549);
Siena. Chiesa di S.Domenico. Cappella di S.Caterina: Il miracolo
dell'Indemoniata (Francesco Vanni, Si 1563-1610);
Siena. Accademia di Belle Arti: S.Caterina riceve le Stimmate (il
Mecherino; Domenico Beccafumi, 1485-1551);
Siena. Chiesa di S.Domenico: S.Caterina ottiene da Dio la salvazione
dell'anima di un giustiziato (G.Sodoma, 1477-1549);
Bologna. Pinacoteca: Estasi di S.Caterina (AlessandroTiarini, Bo
1577-1668); Signa (Fi). Chiesa di S.Martinone: S.Caterina e quattro Vergini (XVI
sec.); - (Vol-IV)
Statua lignea della Santa (?); Siena. Chiesa di
S.Domenico: S.Caterina cade tramortita dopo ricevute le stimmate
(G.Sodoma, 1477-1549); Montepulciano (Si). Cappella del Cimitero: S.Caterina, S.Francesco e
Santi (scultore?);
Vercelli. Chiesa di S.Cristoforo: S.Caterina e S.Nicolò (?);
Siena. Casa di S.Caterina: I frati domenicani assaliti dai briganti
(?); - (Vol-V)
Siena. Casa di S.Caterina: Statua della Santa (Neroccio de'
Landi, Si 1447-1500);
Siena. Chiesa di S.Caterina: La Santa persuade il popolo di Roma della
ubbidienza a Urbano VI (?);
Lucca. Pinacoteca: Estasi di S.Caterina, stigmate (?);
Siena. Chiesa di S.Domenico: Il Beato Raimondo da Capua (?); -
(Vol-VI)
Napoli. Palazzo Reale: S.Caterina (?).
> da:
Il Dialogo della Divina Provvidenza
(ed. Cantagalli 1992):
-
Siena. Duomo, Capitolo:
La Santa del Dialogo (pittore senese del Primo
Seicento)
> da:
Pittura Senese (ed.
F.Motta Spa Milano 1997):
-
Siena, San Domenico, Cappella delle Volte: Santa Caterina da Siena e
una devota (Andrea Vanni, Si 1332-1414; eseguita al tempo della
Santa dall'amico di Caterina); Pienza
(Si), duomo: Assunzione di Maria con i santi Agata, Pio I, Callisto e
Caterina da Siena (il Vecchietta, Lorenzo di Pietro, Si 1412c-1480);
Volterra (Pi), museo civico: Annunciazione e i santi Michele e
Caterina (Benvenuto di Giovanni, Si1436-1518); Siena, San Domenico,
cappella della Santa: Svenimento di S.Caterina dopo ricevute le
stigmate, Estasi di S.Caterina, Decapitazione di Nicolò
di Tuldo (Sodoma Giovanni, Vr 1477-1549 Si); Siena, collezione Chigi
Saracini: Estasi di S.Caterina (Arcangelo Salimbeni, Si
1565-1580); Parma, coll.privata: Sacra Famiglia con S.Caterina da
Siena (Alessandro Casolari, Si 1552-1607); Siena, Convento di
S.Girolamo: Santa Caterina beve il sangue di Cristo (Francesco
Vanni (Si 1563-1610) il quadro richiama S.Caterina beve il sangue di
Cristo, in San Lorenzo in Miranda a Roma (Vanni da Zeri); Siena,
S.Pietro alle Scale: San Rocco e santa Caterina (Rutilio Manetti,
Si 1571-1639);
> da: Biblioteca Comunale - Siena (in
Luoghi cateriniani di Roma,
di Giuliana Cavallini -Diega Giunta, ed. Centro
Naz. Studi Cateriniani, 2000):
- ms T.II.2. Il ritorno del Papa alla sua Sede,
di Pier Paolo Olivieri;
- ms T.II.7. Caterina in preghiera, iniziale O
dell'Orazione I;
- ms T.II.3. Caterina invia lettere a regine, a dame,
a religiose;
- ms T.II.3. Caterina invia lettere a uomini di
governo;
> da: Tutta Siena
(di Piero Torriti; ed. Bonechi Turismo, Firenze 1954,
2000):
- Siena.
Basilica di San Domenico. Cappella delle Volte (di cui si ha notizia
già nel 1368): Canonizzazione di S.Caterina
(Mattia Preti il "Cavalier Calabrese, 1672/73); S.Caterina
che dona l'abito a Gesù povero pellegrino e Gesù offre a Cterina la
crocetta che ella aveva donato allo stesso in veste di pellegrino povero
(Crescenzio Gambelli, Si 1602); Morte di S.Caterina (C.Gambelli,
1602); Apparizione di S.Caterina a S.Rosa da Lima ( Deifebo
Burbarini); S.Caterina recita l'uffizio in compagnia di Gesù
(C.Gambelli, 1602);
> da:
La Patrona d'Italia e d'Europa
-
(N.4
ott/dic.2001) Papa Giovanni Paolo II, il 28 ottobre 2000, ha benedetto la statua
raffigurante la mantellata senese posta in una nicchia della facciata
laterale della basilica patriarcale di San Pietro in Vaticano, lato
piazza Santa Marta. Opera dello scultore francese Eric Aman; dati
tecnici della statua: altezza 470 cm, larghezza 240 cm, profondità 165
cm, peso totale statua finita 28 tonnellate, marmo bianco di
Carrara. (cfr. vol. ed. Porziuncola, Cannara PG,
2000)
-
(N.2 apr/giu.2005)
Il beato Giovanni Angelico - dichiarato il 18.02.1984 patrono
universale degli artisti da Papa G.P.II - raffigura Caterina la prima
volta nella predella della Pala di San Domenico di Fiesole, verso
l'anno 1430. Detta predella fu venduta dai frati nel 1800 e dal 1860 si
trova esposta nella National Gallery di Londra. Una seconda
raffigurazione dedicata da Angelico a Caterina, si trova nei quattro Reliquiari
dipinti nel 1434 per la chiesa domenicana di Firenze, santa Maria
Novella. Attualmente, di questi Reliquiari tre sono esposti nel
museo fiorentino di San Marco; il quarto è allo Stewart Garden Museum
di Boston. La terza ed ultima immagine di Caterina dell'Angelico si
trova nello splendido Trittico di Perugia, dipinto nel 1457 per
l'altare della Cappella di San Niccolò nella chiesa cittadina di San
Domenico. Nel 1863 la pala fu trasferita nella Galleria Nazionale
dell'Umbria a Perugia, con un restauro nel 1998. (f.to P.Lorenzo Fatichi
O.P.)
Il
Maestro scultore Massimo Lippi ha realizzato l'anfora contenente
l'olio, per la lampada votiva, offerto dalla Misericordia di Siena in
occasione della festa del 1° maggio 2005. Lippi ha voluto rappresentare
la Santa nel giorno del suo transito. (da Il Cittadino
Oggi, 11.05.2005)
> da:
Toscana Oggi (3 feb. 2002): presso
l'ingresso visitatori del Policlinico Le Scotte di Siena, è stato
collocato un bassorilievo in bronzo, realizzato dall'artista
senese Chiara Tambani. Opera dedicata a Santa Caterina da Siena.
> da:
Il Santuario-Casa di S.Caterina
da Siena (Alinea,
Firenze 2002):
- Siena. Chiesa del Crocifisso (consacrata il 23 aprile
1623): volta della cupola (A14-15) Assunzione in cielo di S.Caterina
(murale, Giuseppe Nicola Nasini, 1701-03); cupola:
(A12) Glorificazione di
S.Caterina (murale, G.N. Nasini); volta
navata: (A16) Assunzione di S.Caterina in Paradiso (G.N.Nasini);
(A10) Crocifisso Ligneo che diede le
Stigmate a S.Caterina (nel 1375 nella Chiesa di Santa Cristina a Pisa, trasporato a Siena fin dal
1565; pittore pisano, fine XII secolo); (A11) Altare Maggiore (Tommaso
Redi, 1643-1649); (A13-p47) sportello dell'armadio del Crocifisso con
S.Caterina stigmatizzata (tavola, Lorenzo Rustici,
1521-72); (A1) S.Caterina assalita dai soldati fiorentini
(Gaetano
Perpignani, 1765); (A2) Elemosina di S.Caterina (Liborio Guerrini,
1777); (A3) S.Caterina esorta il Papa al ritorno a Roma (Alessandro Calvi,
il "Mutolo", 1768); (A4) Ritorno del Papa a Roma
(Niccolò
Franchini, 1769); (A5) Stigmatizzazione di S.Caterina (su
tela, Rutilio Manetti, 1630); (A6) Esaltazione di S.Caterina
(R. e D. Manetti, 1636); (A7) S.Caterina persuade Gregorio XI a ritornare a
Roma (Sebastiano Conca, Gaeta 1680 -Na 1764);
(A8) S.Caterina
scrive ispirata a S.Tommaso e S.Giovanni (Giuseppe Nicola
Nasini 1701-3); (A9) Estasi di
S.Caterina (G.N.Nasini 1701-3).
- Siena. Casa di S.Caterina. Oratorio della Cucina:
(B1)Polittico, Stigmatizzazione di S.Caterina (Bernardino Fungai, 1495-97;
Bartolomeo Neroni, il "Riccio", 1567-71); (B2.p54) Gesù offre a
S.Caterina la Crocetta (B.Neroni); (B3.p54) S.Caterina dona le vesti a Gesù
Pellegrino (B.Neroni); (B5) S.Caterina libera una indemoniata
(Pietro Sorri, 1587); (B6) Visione della Santa
(Cristoforo Roncalli, il
"Pomarancio" 1582-83); (B7) Conversione dei condannati a morte
(Lattanzio Bonastri, 1578); (B10) Sposalizio mistico di S.Caterina
(B.Neroni; A.Salimbeni, 1571-78); (B11) Gregorio XI esortato da S.Caterina
riportare la sede papale a Roma (C.Roncalli);
(B12) Consegna delle
chiavi di Castel Sant'Angelo a Papa Urbano VI (Alessandro Casolani,
1583-84); (B14) Canonizzazione di S.Caterina (Francesco
Vanni, 1600); (B15) Gesù scambia il
suo cuore con quello di S.Caterina (F.Vanni, 1585);
(B16) S.Caterina sceglie
da Gesù la corona di spine al posto di quella d'oro (Pietro Sorri,
1590); (B17) S.Caterina davanti a Gesù legato alla colonna
(Rutilio Manetti, 1635); (B18) S.Cateria riceve lo Spirito Santo
(R.Manetti, 1635).
- Siena.
Casa di S.Caterina. Oratorio della Cameretta (affreschi "Le storie di
S.Caterina" di Alessandro Franchi e Gaetano Marinelli, 1893-98):
(D1) La
madre di S.Caterina vede meravigliata la figlia salire le scale sospesa
in aria; (D2) Caterina si recide i lunghi capelli per non contrarre il
matrimonio desiderato dai genitori; (D3) Il padre sorprende Caterina a
pregare nella camera del fratello Stefano con una bianca Colomba librata
sulla testa; (D4)Dono delle vesti a Gesù apparso alla Santa nelle vesti di
pellegrino povero; (D5) La Santa sceglie la corona di spine al posto di
quella aurea offertale da Gesù; (D6) Sposalizio mistico di
S.Caterina; (D7) Nella
notte di Natale la Madonna pone sulle braccia di S.Caterina il bambino
Gesù; (D8) S.Caterina riceve le stigmate dal Crocifisso (Girolamo
di Benvenuto, primi anni del 1500).
> da:
Il Ponte, mensile della Parrocchia di San Domenico (nov.
2004;
F.Muzzi):
-
Lo scultore canadese Thimothy Schmalzha
donato alla Basilica di San Domenico una statua bronzea raffigurante la
nostra Santa. L'opera, ispirata dalla lettura del Dialogo della Divina
Provvidenza, racchiude il simbolismo del Cristo Ponte.
>
da: Iconographica medievale e
moderna (Gábor Klaniczay, ed.
Sismel,
Galluzzo; Convegno di studi medievali di Leeds,
AISSCA,15.07.1999).
-
Santa Caterina da Siena tra domenicani nella gloria del Paradiso
(Londra, National Gallery), Giovanni da Fiesole detto Beato Angelico,
ca. 1424/25; -Santa Caterina con le beate (Museo Civico Vetraio,
Murano) di Andrea Bartolo, 1394; -Caterina riceve la Comunione
(Biblioteca Comunale, Siena; ms.T.I.2, Libellius de Supplemento, p.12),
miniatura di C.Cortese 1411-17; -Santa Caterina da Siena riceve le stigmate
(Bibliotèque municipale, Poitiers; Ms55-334, Livre d'heures, f.175, XV)
miniatura; -Santa Caterina e S.Margherita (Convento S.Maria delle
Grazie, Milano), affresco Giovanni Donato Montorfano, 1495; -S.Caterina
da Siena e una devota (S.Domenico, cappella delle Volte, Siena),
Andrea di Vanni 1380/81 ca; -Santa Caterina ed il crocifisso
(Pinacoteca Nazionale, Siena), Lorenzo di Pietro; -S.Caterina senza
stigmate (altare: San Gimignano, Siena), Pier Francesco Fiorentino; -S.Caterina
in gruppo con S.Margherita (S.Maria delle Grazie, Milano), di
Montorfano; -Cristo e la Vergine con santi domenicani (Accademia,
Firenze), Maestro delle Effigie Domenicane 1336.1350;
>
da: Siena e Roma, Raffaello,
Caravaggio ed i protagonisti di un legame
antico,
ed. Protagon, 2005. (Santa Maria della Scala,
Siena: mostra Palazzo
Squarcialupi: 25 nov. 2005 - 5 mar. 2006)
-
. (p386)
Francesco Vanni: Sposalizio di S.Caterina da Siena, S.Francesco e
S.Giovanni Evangelista, 1605-1610, olio su tela, Roma, Galleria
Borghese (inv. 62); .
(p434) Francesco Vanni: Santa Caterina beve il sangue di Cristo,
1603-1604, olio su tela, Roma, Chiesa di san Lorenzo in Miranda; .
(p456) Urna quattrocentesca contenente il
corpo di S.Caterina da Siena, Roma, Chiesa di Santa Maria sopra
minerva; .
(p463) Giovanni de' Vecchi: Esequie di S.Caterina, 1573-1575, Roma
chiesa di S.Maria sopra a Minerva; . (466)
Giovanni di Paolo, Caterina da Siena ricevuta da Urbani VI,
Madrid, collezione Thyssen Bornemisza; . (p467)
Alessandro Casolani: Urbano VI ritorna in Vaticano,
Santuario-Casa di S.Caterina, Siena; .
(p469) Giovanni di Paolo: Scambio del cuore di S.Caterina con quello
di Cristo, New York, collezione privata; .
(p472) Donatello: Santa Caterina da
Siena, marmo, 1430, Roma collezione privata; .
(p473) Santa Caterina in trono, xilografia, Venezia 1494, Città
del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana; .
(p474) Scultore prossimo a Isaia da Pisa: Santa
Caterina da Siena, Roma, Palazzo Odescalchi; .
(p479) Donatello: S.Caterina da Siena,
Roma, collezione privata; . (p494)
Pietro Angeletti: Caterina Benincasa in preghiera sorpresa dal padre,
bozzetto a olio su tela, 1769-1771, Roma, Venerabile Arciconfraternita
di S.Caterina da Siena; .
(p496) Pietro Angeletti: Cristo offre a S.Caterina una corona di
spine e una di fiori, olio su tela 1769, Roma,
Venerabile Arciconfraternita di S.Caterina da Siena; .
(p503 ) Ermenegildo Costantini: S.Caterina
da Siena accoglie il papa Gregorio XI al suo rientro a Roma,
bozzetto a olio, 1768, Roma, Venerabile Arciconfraternita di S.Caterina
da Siena; .
(p504) Gaetano Lapis: Cristo mostra a santa Caterina la ferita del
suo costato, olio su tela, 1769-1770, Roma, Venerabile
Arciconfraternita di S.Caterina da Siena; .
(p505) Cristo porta croce appare
a S.Caterina da Siena che sta flagellandosi, olio su tela, 1769, Roma,
Venerabile Arciconfraternita di S.Caterina da Siena; .
(p506) Le nozze mistiche di Santa
Caterina da Siena, G.Lapis 1768, Roma, Arciconfraternita; .(p507)
legno dorato, recto: Crocifisso delle Stimmate
(riproduzione); nel verso: Santa a braccia aperte, palmi
impressi dalle stimmate, di R.Manetti 1625, Roma, Arciconfraternita;
.(p512) Cristo
dona a S.Caterina la croce pettorale, di Etienne Parrocel, olio su
tela, 1768-69, Roma Arciconfraternita; .(p513)
bozzetto a olio, S.Caterina accoglie il Papa Gregorio XI nel suo
rientro a Roma da Avignone, di Laurent Pécheux, 1769-73, Roma
Arciconfraternita; .(p514)
olio su tela, S.Caterina da Siena accoglie il Papa Gregorio XI al
rientro a Roma, da Avignone, di L.Pécheux, 1770-73, Roma,
collezione Lemme; .(p571)
appendici; F.Vanni (1564-1610): .
S.Caterina beve il sangue di Cristo, Roma, S.Lorenzo in Miranda; .
Sposalizio di S.Caterina, Roma, Galleria Borghese; .
Madonna, S.Giovannino e santi Caterina e Francesco, Roma,
collezione Patrizi; .(p574)
R.Vanni (1571-1639): La Madonna del Rosario coi santi Domenico,
Caterina da Siena e A..Corsini, Castelgiuliano, chiesa di S.Filippo
Neri;
-
S.Caterina della Notte, tavola di Taddeo di Bartolo (1400 ca.),
nell'Oratorio della Compagnia di S.Caterina della Notte, Ospedale Santa Maria
della Scala, Siena. |
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Itinerario artistico cateriniano: Siena
e d'intorni.
(da: Tutta Siena, di
Piero Torriti, ed. Bonechi Firenze 1954/2000;
Guida del Pellegrino in terra di Siena, ed. Alsaba, Siena 1999;
Il Santuario-Casa di S.Caterina da Siena, di Roberto Sabelli, ed.
Alinea, Firenze 2002)
>
Statua bronzea di S.Caterina
(Fortezza, Siena): opera moderna donata nel
1972 dallo scultore Bruno Buracchini alla Diocesi; collocata ai piedi della
Fortezza spagnola (di don Diego de Mendoza, atterrata a furor di popolo nel
1552 e ricostruita da Cosimo dei Medici dopo la conquista di Siena del
1555), guarda verso la Basilica di S.Domenico.
>
Basilica di San Domenico,
P.za San Domenico 1 - Siena
(Convento Domenicano: via Camporegio
2; tel. 0577.280893; e-mail: info@basilicacateriniana.com):
iniziata sul poggio detto di
Camporegio (è tradizione che vi si sia accampato Enrico VI nell'assedio
del 1186) o camporeggio (cioè grezzo) verso il 1225, a pochi anni di
distanza dalla venuta a Siena (quasi certa) del fondatore S.Domenico Guzman
(1215?). Il terreno era stato donato nel 1225 ai domenicani da Fortebraccio Malavolti ed i mezzi furono in buona parte forniti
dal Comune di Siena e dalle elemosine raccolte. Chiesa e convento
domenicano devono aver visto il loro completamento verso il 1262/'65.
L'incendio del 1443 la ridusse quasi ad uno scheletro; da quello del 1531,
da una cappella si propagò a tutta la chiesa; la Testa di S.Caterina
fu salvata, si dice, da un frate converso che fra le fiamme la
portò in luogo sicuro avvolta in un panno bagnato. Altri danni ebbe a
subire la basilica e specialmente il convento fra il 1548 e il 1552 per
l'occupazione delle milizie spagnole del Mendoza. Anche il campanile, per
il suo grave stato, fu sbassato e ridotto allo stato attuale nel 1798. Il
terremoto del 1798 contribuì ancora al degrado dell'edificio. Il restauro
iniziò nel 1941 ed è terminato nel 1962. (cfr. anche La Patrona
d'Italia e d'Europa, N.4 -ott/dic. 2005)
- Cappella delle Volte:
situata sulla destra, appena entrati nella basilica;
se ne ha già notizia nel 1368.
In antico, e precipuamente al tempo di S.Caterina, era una vera e propria
Cappella delle Suore della penitenza o Mantellate le quali qui si
riunivano in preghiera. E "mantellata" divenne S.Caterina
il 17 agosto 1352. In questa cappella avvennero i più noti miracoli
secondo la "Legenda major" del Beato Raimondo da Capua,
confessore e biografo di S.Caterina. Egli racconta come proprio
nella Cappella delle Volte Caterina offrisse il proprio mantello a Gesù
pellegrino e scambiasse il suo cuore con quello dello stesso Gesù. Sulla parete di
fondo fu trasportato nel 1667
l'affresco (dopo essere stato resecato dal muro adiacente, in angolo con
la chiesa) raffigurante S.Caterina e una devota. Tale pittura
unanimamente assegnata ad Andrea Vanni, fra il 1375 (la Santa porta già
le stimmate) ed il 1398 (prima citazione della pittura) è l'unica che sia
rimasta, eseguita al tempo della santa; nulla vieta quindi di ritenere che
almeno il volto sia un vero e proprio ritratto tanto più che il Vanni fu
un fedele seguace di S.Caterina che a lui indirizzò anche tre lettere. In questa Cappella Caterina parlava con l'Eterno
Padre; tutto ciò che diceva veniva trascritto fedelmente dai suoi
discepoli dando così origine al Libro o Dialogo della Divina
Provvidenza, la sua opera dottrinale più importante. Vi si conservano
alcuni dipinti su tela: quello più importante (parete opposta
all'affresco del Vanni) raffigura la Canonizzazione di S.Caterina
dipinto da Mattia Preti il "Cavalier Calabrese" fra il 1672/'73,
eseguito per l'altare dei Piccolomini in S.Francesco e qui trasferito nel
1890. La tela fu eseguita dal Preti durante il suo lungo soggiorno
nell'Isola di Malta. Fiancheggiano quest'opera due altri più piccoli
dipinti eseguiti dal senese Crescenzio Gambarelli che li firmò e datò al
1602; raffigurano S.Caterina che dona l'abito a Gesù povero pellegrino
e Gesù offre a Caterina la crocetta che ella aveva donato allo
stesso in veste di pellegrino povero. Sulla parete più grande: Morte
di S.Caterina, scenografico e movimentato capolavoro di Crescenzio
Gambarelli (firmato e datato al 1602); Apparizione di S.Caterina a
S.Rosa da Lima che lavora al tombolo, mentre, in alto, si scorge la
Gloria di Maria Vergine (Deifebo Burbarini); S.Caterina recita
l'uffizio in compagnia di Gesù, in alto la Gloria della Vergine
(Crescenzio Gambarelli, firmato e datato al 1602). Sul lato aperto della
cappella, rivolto verso la chiesa, è stato isolato il grande pilastro in
mattoni (in origine intonacato e dipinto) ove è tradizione che S.Caterina
solesse appoggiarsi in preghiera.
- Reliquie:
oltre la cappella delle Volte, sulla parete destra della
chiesa, in una nicchia entro il muro della parete, si venerano alcune
reliquie di S.Caterina fra cui il dito pollice, i flagelli, la
pietra sacra per il suo altare portatile ed il "breve"
pontificio che l'autorizzava a far dire messa ai confessori che
l'accompagnavano.
- Cappella di S.Caterina:
capolavoro del nostro Quattrocento, si apre sulla parete
destra della chiesa: fu fatta costruire da Niccolò Bensi, scrittore
apostolico, nel 1460, con juspatronato per la sua famiglia. Qui è
custodita la reliqua della Sacra Testa (portata da Roma a Siena nel
1384) (*) della Patrona d'Italia e d'Europa, posta su uno stupendo altare
marmoreo, scolpito da Giovanni di Stefano (1469) per conto dello stesso
Niccolò Bensi. La reliquia si trova entro l'incavo centrale protetta da
una grata dorata. La cappella è splendidamente decorata da affreschi
(1526) di Giovanni Antonio Bazzi detto Sodoma e da dipinti (1596)
di Francesco Vanni; esternamente a destra e sinistra della Testa
sono due angeli scolpiti sorreggenti due candelabri; sopra la finestrella
è una delicatissima immagine della Santa a mezzo busto contornata da
cherubini. Festoni di foglie, fiori e frutti fanno corona all'insieme
chiuso da due lesene composito-corinzie sorreggenti l'architrave classico
con al centro lo stemma della famiglia Bensi, sorretto da due putti alati.
Al centro del timpano triangolare è Cristo Benedicente attorniato
da cherubini. Tutto il mirabile complesso è rilevato con impareggiabile
delicatezza sì che il marmo si piega docile allo scalpello quasi fosse
cera: il busto della Santa ed i due angeli laterali sono fra le più vaghe
sculture di tutto il Rinascimento senese. L'attuale reliquiario (il
precedente, perduto, era disegnato dallo stesso Giovanni di Stefano ed
eseguito dall'orafo Francesco d'Antonio: 1466), dove oggi è collocata la
Testa è opera moderna neogotica di David Manetti, su progetto di
Angelo Giorgi (1931). Sotto la mensa dell'altare è sepolta la Beata
Caterina dei Lenzi (morta nel 1492). La cappella è tutta rivestita
di affreschi ed olii su muro. Iniziò il Sodoma nel 1526 affrescando, ai
lati dell'altare, lo Svenimento (o estasi) di S.Caterina e
l'Estasi (o visione eucaristica) della Santa: si tratta di due
fin troppo celebri capolavori di questo ardente pittore che riuscì ad
unire poeticamente al perfetto disegno ed al sapiente accostamento dei
colori un effetto di appassionante spasimo senza mai cadere nel languido
illustrativo. Pur nella costretta ristrettezza dello spazio, l'artista
svolge le sue scene attraverso una solennità compositiva ed un dilatare
di forme sì che le immagini vengono ad acquistare una grandiosa, silente
monumentalità. Pure al Sodoma appartiene la movimentatissima scena con la
Decapitazione di Niccolò di Tuldo, sulla parete sinistra, ed anche
tutta la decorazione in basso, lateralmente all'altare, all'interno
dell'arco d'ingresso (figurette e grottesche) ed infine nell'intradosso
dell'arco stesso, a sinistra, con figura di vecchio che scrive
ispirato da un angelo (è stato sempre indicato come S.Gerolamo, ma la
figura non reca aureola nè simboli relativi al santo), a destra, con un personaggio
barbato che disegna due cerchi concentrici con un compasso (non può
essere la figura di S.Luca, meglio pensare all'architetto della
cappella, o a Pitagora). La decorazione del sacello fu ripresa, fra il
1593 ed il 1596, da Francesco Vanni che dipinse ad olio, sulla parete di
destra, S.Caterina che libera un'ossessa e nell'intradotto
dell'arco il Beato Raimondo da Capua che scrive la vita di
S.Caterina e il Beato Tommaso Nacci da Siena, compilatore del
"supplemento" alla vita della Santa. L'effetto straordinario di
questo mirabile insieme (e malgrado che l'originale cupoletta, pure
affrescata, sia stata totalmente ricostruita dopo il disastroso terremoto
del 1798) si completa con il finissimo pavimento a commessi marmorei
e raffigurante forse Orfeo e gli animali ed eseguito non certo su
disegno di Beccafumi, ma da un artista assai prossimo a Francesco di
Giorgio o allo stesso Giovanni di Stefano. Ogni figura ed ogni
oggetto rappresentato nel commesso marmoreo della cappella, dagli uccelli
alle fiere, dallo specchio agli alberi, indicano precisi significati
mistici e proprio a cominciare dalla figura maschile. Che tale stupenda
tarsia marmorea fosse pregna di significati mistico-filosofici apparve
chiaro al Cust fin dal 1904, il quale ne spiegò la particolare simbologia
con l'allusione alla figura di S.Caterina e soprattutto ai medici filosofi
Marco e Socino Bensi ugualmente qui seppelliti.
(*) Nota: La tradizione vuole
che la testa di S.Caterina, portata da Roma a Siena nel 1384, fosse
racchiusa in
un busto di rame sbalzato, del
Quattrocento, oggi nell'anticappella del Palazzo Pubblico. Il secondo
busto era
in argento e fu fuso nel 1622 per foggiarne
un terzo da parte di Bernardo Tollever, ma già nel 1683 si
sostituì
con un'urna di vetro. Nel 1711 G.Piamontini
costruì un'altra nuova urna in cristallo. Attualmente la testa è
racchiusa in un'urna di bronzo dorato e
cristalli, a forma di tempietto neogotico, dovuta ad Angelo Giorgi.
-
Cappellina attigua alla Cappella di S.Caterina (passando dalla
sacrestia): sulla
parete in comune con la Cappella di S.Caterina si apre sopra
l'altare una grata di metalo dorato (1606) dalla quale,
all'occorrenza, si può estrarre il reliquiario con la testa della Santa.
Qui è anche conservato il manoscritto prezioso detto del "Processo
Castellano" relativo sioè al processo di canonizzazione di
S.Caterina, iniziato nel 1411 a Venezia. In basso sono conservate le ossa
del padre, della madre e dei fratelli della Santa.
- nella
basilica, quarta cappella del
transetto, subito
dopo la cappella centrale: nella parete laterale, tondo su tela
S.Caterina
in Gloria di scuola
senese del sec. XVII (Annibale Mazzuoli).
-
parete sinistra della navata centrale della basilica: la
tavolina, sul primo altare, di Francesco Vannuccio (c.1370/'80) già
attribuita a Paolo di Giovanni Fei, raffigura la Madonna col Bambino
inserita al centro di una assai più grande tavola dipinta dal Sodoma e
raffigurante il Padre Eterno, i Santi Vncenzo, Ludovico, Caterina da
Siena e Sebastiano. Fra le numerose tele, una Visione di S.Caterina da
Siena (in ??) del senese Sebastiano Folli (c.il 1610).
-
Cripta: da una
scalinata, aperta all'interno della basilica, accanto all'ingresso della
sagrestia, si scendeva nella cripta. La cripta, costruita ai primi del Trecento come
fondamento al gotico transetto della più grande basilica domenicana, si
presenta tutta in mattoni, ad un solo vano spartito in tre navate con
volte a crociera sorrete da robusti arconi poggianti sui pilastri. Tipico
esempio di architettura senese degli inizi dello stile gotico. Dopo essere
stata chiesa e sepolcreto per molti di Fontebranda (fra cui il padre di
S.Caterina, le cui ossa vi hanno riposato e che sono ora custodite dietro l'altare della Santa
nella Cappella di S.Caterina, in basilica) fu lasciata in abbandono per secoli,
restaurata infine
nel 1935. Le moderne vetrate dipinte sono di Fiorenzo Joni. Nel 2005 il
Convento dei Domenicani ha fatto realizzare dall'artista Alberto Positano
le
vetrate con i sei Patroni d'Europa, tra i quali (dal 1° ottobre 1999:
nomina di G.P.II) figura anche S.Caterina da Siena.
>
Portico dei Comuni d'Italia (suore Domenicane: Via
Tiratoio 8; tel. 0577.45410): così chiamato perché
ogni Comune italiano offrì la cifra corrispondente all'acquisto di un
mattone necessario per la costruzione di questo porticato. I lavori
iniziarono nel 1939, con la proclamazione di S.Caterina a Patrona d'Italia;
terminano nel 1941. Demolita la chiesa di S.Antonio (poi ricostruita), l'ingresso originario ed attuale al complesso
cateriniano (casa e oratorio) si trova sul Vicolo del Tiratoio. Qui ogni anno, in occasione
delle feste nazionali in onore della Santa, si tiene la cerimonia
dell'offerta dell'olio per la lampada votiva, da parte di un Comune oppure
un ente o un'associazione. Di antico è rimasto, sulla destra, solo
un bel pozzo in travertino, della fine del Quattrocento o primi del
Cinquecento. Oltre il portico si eleva, su eleganti e snelle colonne, un
piccolo atrio a loggia che viene generalmente attribuito al Peruzzi
o seguace (es.Pelori?), sul 1530-1550. Alla loggetta peruziana segue un
secondo atrio, con arcate sul fondo, assai più semplice, dove è stato
collocato il bozzetto in stucco di Bruno Buracchini, per il moderno
monumento bronzeo di S.Caterina (Fortezza).
-
Casa-Santuario - Oratorio della cucina: il secondo atrio collega
direttamente l'oratorio del Crocifisso con quello detto Oratorio della
Cucina, che la tradizione indica come la cucina della Famiglia
Benincasa (grata e muro annerito, sotto l'altare). L'ambiente fu prima
sala di preghiera dei confratelli "caterinati", ampliato nel
1546 inglobando altre stanzette, riccamente decorato. Il soffitto a
cassettoni, dorato e dipinto, è intaglio di Bastiano di Girolamo, su
probabile indicazione del Riccio, terminato sul finir del Cinquecento dopo
la morte dell'artista. Iniziando dalla parete sinistra, in lesene dorate,
sono applicate tele dipinte sulla vita della Santa: Beato Giovanni
Colombini (Alessandro Casolani); S.Caterina libera un'indemoniata
(Pietro Sorri, 1587); Visione della Santa (Cristoforo Roncalli,
1582); Conversione dei condannati amorte (Lattanzio Bonastri,
c.1580); Beato Ambrogio Sansedoni (Gaetano Marinelli, 1872). Sulla
parete di fondo, di Bernardino Fungai (1496), sopra l'altare: S.Caterina che riceve le stimmate, con
la Madonna in Gloria. Nella sottostante predella si scorgono: Quattro
fratelli della compagnia; S.Caterina davanti al papa;
scenette perdute (bruciate); S.Caterina in preghiera; Visione di
S.Caterina; S.Domenico (?) e due personaggi; S.Tommaso
insegna a scrivere a S.Caterina; Testa di moro (stemma della
famiglia Saracini). Ai lati della pala sono raffigurati i Santi
Girolamo e Domenico, pure del Fungai. Ai lati del dipinto, eseguiti
dal Riccio (poco prima della sua morte, 1571) e forse completati da
Arcangelo Salimbeni: Gesù che offre a S.Caterina la crocetta;
S. Caterina dona la veste a Gesù pellegrino. Sulla parete destra
dell'Oratorio: figura di S.Bernardino (Pietro Aldi, 1872);
Sposalizio mistico di S.Caterina (impostato dal Riccio, ma dipinto da
Arcangelo Salimbeni, 1578); Gregorio XI, esortato da S.Caterina,
riporta la sede papale a Roma (Cristoforo Roncalli, detto il
"Pomarancio", 1483); Consegna delle chiavi di Castel
Sant'Angelo a Papa Urbano VI (Alessandro Casolani, 1582/'83); figura
del Beato Andrea Gallerani (Alessandro Casolani). Sulla parete di
fondo, nella grande nicchia, Francesco vanni, nel 1600, dipinse a olio la Canonizzazione
di S.Caterina, presenti Beato Bernardo e Nera Tolomei. Ai lati della
nicchia: S.Caterina sceglie da Gesù la corona di spine al posto di
quella d'oro (Pietro Sorri, 1606-1608); S.Caterina davanti a Gesù
legato alla colonna (Rutlio Manetti, c.1635); Gesù scambia il suo
cuore con quello di Caterina (Francesco Vanni, 1585); S.Caterina
riceve lo Spirito Santo (Rutilio Manetti, c.1635). Gli stalli lignei e
intarsiati, tutt'intorno all'oratorio: quelli con decorazioni a intarsio
appartengono al 1518 (Pietro di Giovanni da Castelnuovo); quelli ad
intaglio del 1555 (Bendetto Amorini). Il logoro pavimento
cinquecentesco, con eleganti mattonelle in maiolica policroma, fu ampliato
ed in parte rifatto allo scoccare del 1600 (Maestro Girolamo di
Marco, vasaio in Pantaneto).
-
Casa-Santuario - Chiesa del Crocifisso: si apre sulla
destra, dopo il secondo porticato; è tradizione che sia stata eretta
sull'orto dei Benincasa o su terreno della vicina chiesa di S.Antonio. Fu
consacrata il 23 aprile del 1623. Accanto alla porta d'ingresso si
scorgono due bassorilievi cinquecenteschi relativi a due storie
della vita della Santa. La chiesa sorse per custodire quel Crocifisso
dipinto che secondo la tradizione dette le stimmate a S.Caterina, nella
chiesa di S.Cristina a Pisa (1375). Trasportato a Siena nel 1565, dopo
varie peripezie, fu deposto sull'altare maggiore di questo secondo
oratorio (1623). Il prezioso dipinto appartiene alla scuola pisana, con
influenze lucchesi, della fine del XII secolo ed è racchiuso in una ricca
cornice intagliata e dorata a due sportelli nel cui interno sono
raffigurati S.Caterina e S.Girolamo, dipinti dal Riccio. L'altare
maggiore, composto di marmi policromi, è di Tommaso redi
((1649); ai suoi lati sono anche le tele con l'Estasi di
S.caterina e S.Caterina che scrive ispirata da S.Tommaso e da
S.Giovanni (Giuseppe Nasini). Gli affreschi che decorano la volta,
raffiguranti la Gloria ed Esaltazione di S.Caterina, furono
ugualmente eseguiti da Giuseppe Nicola Nasini, fra il 1701 e il 1703.
Numerosi altri dipinti decorano le pareti della chiesa, ad iniziare da
sinistra: S.Caterina assalita dai soldati fiorentini (Galgano
Perpignani, 1765); Elemosina di S.Caterina (Liborio Guerrini,
1777). Nel transetto sinistro, sull'altare, Esaltazione di S.Caterina
accolta dalla Madonna (Rutilio e Domenico Manetti, 1638). Nel
transetto destro, sempre sopra l'altare è posta un'importante tela con S.Caterina
davanti al Papa ad Avignone (Sebastiano Conca). Nella parete destra
della chiesa: Caterina esorta il papa al ritorno a Roma
(Alessandro Calvi detto il Mutolo); Ritorno del papa a Roma
(Niccolò Franchini, 1769). Nell'antica sacrestia è conservata una
teletta cinquecentesca di influenza umbra con la Madonna, il Bambino,
S.Giovanni e S.Caterina.
-
Casa-Santuario - saletta dei ricordi: attigua all'Oratorio
della Cucina, vi si conservano lo stendardo raffigurante la stimmatizzazione
di S.Caterina, dipinto da Rutilo Manetti (1630), quattro bellissime
testate di cataletto raffiguranti Meditazione, estasi di S.Caterina,
Gesù in Pietà, la Madonna col Bambino, dipinte da Francesco Vanni
(1591).
-
Casa-Santuario - Oratorio inferiore della Tintoria: dall'attigua loggetta, costruita da Giovan
Battista Pelosi sul 1533, una rampa di scale conduce nell'Oratorio
inferiore della Tintoria (con accesso dalla Contrada dell'Oca) e alla
cosiddetta:
-
Casa-Santuario - Camera della Santa:
quest'ultima, rimasta disadorna fino
al secolo XX°, fu ristrutturata nel 1874 (lasciando allo stato primitivo
il vero e proprio cubiculum ove si narra che Caterina riposasse poggiando
la testa sulla nuda pietra) su disegno dell'Architetto Pietro Marchetti e
quindi affrescata da Alessandro Franchi (con Gaetano Marinelli) nel 1896.
L'artista senese raffigurò alcune più significative e commoventi storie
della vita della Santa. Le "illustrazioni" hanno inizio con: La
madre di Caterina vede meravigliata la figlia salire le scale sospesa in
aria; Caterina si recide i lunghi capelli per non contrarre il matrimonio
desiderato dai genitori; il padre sorprende Caterina a pregare nella
camera del fratello Stefano, con una bianca colomba librata sulla testa;
Dono delle vesti a Gesù apparso alla Santa in veste di pellegrino povero;
la Santa sceglie la corona di spine al posto di quella aurea offertale da
Gesù; Sposalizio mistico di S.Caterina; nella notte di Natale la famiglia
pone sulle braccia di Caterina il Bambino Gesù. Sull'altare di questa
cappella si può ammirare un capolavoro dell'antica pittura senese:
tavola raffigurante S.Caterina che riceve le stimmate dal crocifisso,
dipinto da Girolamo di Benvenuto intorno ai primi anni del Cinquecento.
Nel cosiddetto "cubiculum" (piccolo nudo ambiente ) è stata collocata una statua di marmo raffigurante S.Caterina
in estasi, dello scultore Pietro Repossi (1940). Assai interessanti
sono le reliquie che qui si conservano: pomo del bastone
appartenuto a S.Caterina; vasetto per aromi; parte del velo
di S.Caterina; borsa di seta che custodì la testa della santa
allorché fu trasportata da Roma a Siena (1384). Il monastero di
S.Caterina, annesso agli antichi oratori è oggi un moderno complesso,
abitazione delle suore (Domenicane di San Sisto), asilo e casa del
pellegrino.
>
Fontebranda: territorio della Nobile Contrada
dell'Oca (privato; tel. 0577.285413) che ha dato i natali a Caterina (c.25 marzo 1347), da Jacopo
Benincasa e Monna Lapa Piagenti. La casa natale apparteneva alla
corporazione dell'Arte della Lana, locata probabilmente dallo stesso
Jacopo (già nel 1343). Il Comune di Siena l'acquistò il 28 gennaio 1466,
dietro suppliche dei cittadini di Fontebranda i quali chiedevano che la
casa della loro Santa venisse per sempre acquisita alla venerazione
pubblica. Era già sorta la Compagnia di S.Caterina (poco dopo la
canonizzazione: 29 giugno 1461), e si stava trasformando totalmente la
casa in un vero e proprio santuario. I primi lavori vennero effettuati
nella cosiddetta Tintoria (il fondaco di Jacopo Benincasa), la
quale - inglobando altre stanzette del piano superiore - fu trasformata in
oratorio dedicato alla Santa, con la facciata prospiciente la Via di
S.Caterina, che ora si raggiunge scendendo le scale del piano superiore,
attiguo all'ingresso di tutto il santuario, oltre il moderno Portico dei
Comuni d'Italia. Architetto del nuovo Oratorio fu Francesco di
Duccio del Guasta, con Corso di Bastiano, fra il 1465 e il 1474. Tutta la
facciata esterna fu "rimessa nel ripristino stato" dagli
architetti Giuseppe Partini e Pietro Marchetti (1877). Sopra al portale
cinquecentesco in pietra, dell'edificio di destra, al centro della lunetta
c'è il busto di S.Caterina attribuito al Marrina. Le quattro pareti della
sacrestia dell'oratorio sono rivestite con affreschi; ad iniziare il
ciclo fu chiamato il Sodoma, che sul 1520 ideò un gruppo di
cinque angeli che distendono un rosso drappeggio, a mo' di baldacchino,
al di sopra dell'altare maggiore, l'unico altare dell'oratorio; sSono
cinque splendidi putti, vigorosamente plasmati da un gioco di luci e di
ombre. L'affresco sovrastante quello del Sodoma appartiene a Girolamo del
Pacchia (c.1525); l'affresco rappresenta la Stimmatizzazione di
S.Caterina da Siena. Dopo le "Stimmate" il Pacchia proseguì
il lavoro sulla parete laterale a destra entrando, con due scene
raffiguranti S.Caterina che libera i frati domenicani da un assalto di
banditi e S.Agnese di Montepulciano, defunta, che solleva il
piede verso S.Caterina che si era inchinata per baciarlo. Una terza
scena, posta sulla parete laterale a sinistra, raffigura la improvvisa Guarigione
di Matteo Cenni da parte di S.Caterina attribuito a Francesco Tamagni.
Accanto, nel 1604, Ventura Salimbeni raffigurò S.Caterina
aggredita dalla soldataglia fiorentina. Un vero capolavoro. Di nobile
fattura sono i tre affreschi che un altro senese, Sebastiano Folli,
eseguì sul 1607 nella parete di contraffaccia. Sono tre grandi
composizioni sempre riferentesi alla vita di S.Caterina:
Riconciliazione coi fiorentini ottenuta dalla santa senese; Ritorno di
Caterina a Firenze; Missione di Caterina ad Avignone
presso Papa Gregorio XI. Sull'altare maggiore, eretto nel 1609 su disegno
di Austo Cini, è ancora conservata la statua lignea policroma di S.Caterina
scolpita appositamente per questo oratorio da Neroccio di Bartolommeo, nel
1475. L'opera è considerata fra le più insigni di tutta la scultura
lignea senese: la Santa si eleva esile ed assorta in una malinconica
tenerezza. L'attigua sacrestia dell'oratorio conserva una seconda statua
lignea policroma, raffigurante la stessa S.Caterina: opera di un
ignoto del sec. XV. Dalla sacrestia si accede alla cosiddetta Cantina
del prodigio, angusto ambiente sotterraneo in cui è tradizione sia
avvenuto il prodigio della moltiplicazione del vino (distribuito ai poveri)
da parte della santa.
La statua lignea policroma, fu
scolpita da Neroccio di Bartolommeo de’
Landi nel 1475 per il prezzo di 31
lire. L’opera, per la sua raffinatezza, è considerata fra le più
importanti di tutta la scultura lignea senese. L’altare dove è
posta, nell’Oratorio della Nobile Contrada dell’Oca, fu eretto nel
1679 e realizzato su disegno di Augusto Cini.
Nota - (da:
La Potrona d'Italia e d'Europa, n.3, Lu-Set.2007) Anche i sudditi di sua
Maestà britannica potranno ammirare la statua di Neroccio di Bartolommeo
de’ Landi
raffigurante Santa Caterina da Siena, conservata sull’altar maggiore
dell’Oratorio della nobile Contrada dell’Oca in Fontebranda.
Infatti l’opera sarà esposta alla National
Gallery di Londra dal 24 ottobre 2007 al 13
gennaio 2008, nell’ambito di una mostra sull’arte sacra senese del
‘300 e del ‘400.
> Salita del Costone: dalla casa della Santa, passando
di fronte alla Fonte di Fontebranda (già esistente nel 1081; dove il
padre di Caterina attingeva l'acqua per tingere i panni), si intraprende
la salitta del Costone da dove è possibile vedere il retro della
imponente Basilica di San Domenico e tutto il rione di Fontebranda.
Questa strada era percorsa spesso da Caterina per recarsi a far visita alla
sorella che abitava in Vallepiatta e da qui ebbe la visione (trono con
sopra assiso il Signore Gesù Cristo e con lui Pietro, Paolo e Giovanni;
ndr: Legenda Major). A metà della salita la visione è rappresentata da
un affresco, restaurato e protetto. Lungo questa stessa strada il pensiero
va anche alla Beata Savina Petrilli (1851-1923), che qui nacque e fondò
le Sorelle dei Poveri di Santa Caterina.
>
Oratorio di S.Caterina della Notte (ingresso dal Museo
dello Spedale): da Vallepiatta
arriviamo in piazza del Duomo dove si trova l'antico Spedale di Santa
Maria della Scala, tempio di volontariato per Caterina; qui si recava
quotidianamente ad assistere i malati sorreggendosi al suo bastone. Qui si
trova uno dei luoghi più suggestivi legati al culto della Santa:
l'Oratorio, posto sotto le volte dello Spedale, dove veniva a pregare ed a
disciplinarsi insieme ai fratelli dell'antica Compagnia di San Michele
Arcangelo; ma soprattutto qui riposava e talvolta dormiva in una cella
angusta, ora adornata da una statua che raffigura la santa nell'atto del
sonno.
>
Oratorio della Contrada del Drago (privato): in piazza
Matteotti (collinetta indicata come Poggio Malavolti, dominata dalla
moderna mole del Palazzo delle Poste, del 1910), in angolo, rimane la
chiesetta delle Suore dette del Paradiso, oggi sede
dell'Oratorio. Essendo rimasta nella posizione primitiva, sul Poggio dei
Malavolti, al momento dello sbassamento fu giocoforza munirla di una
scalinata che scende dalla porta della chiesa stessa alla odierna piazza.
È l'unico edificio rimasto di un grande complesso monastico che correva
sulla sinistra lungo la via che ancor oggi porta il nome di Via del
Paradiso. Quelle suore che, Mantellate di S.Caterina da Siena, avevano
la loro sede in un palazzo vicino, offerto loro dalla famiglia Malavolti,
riuscirono in poco tempo a costruirsi un vero e proprio monastero e alla
chiesa -fra il 1524 e il 1528 - ed al nuovo cenobio dettero il nome di
"Convento del Paradiso", dedicando la chiesa alla stessa
S.Caterina. Oggi il piccolo tempio va noto sotto il nome di S.Caterina del
Paradiso. Soppresso il conveto nel 1787 da Pietro Leopoldo e passato
ad altri usi privati, rimase la chiesa che, nello stesso anno,
passò in proprietà della Contrada del Drago. All'interno del tempio,
sull'altare di sinistra, si conserva il pregevole dipinto Sposalizio
mistico di S.Caterina da Siena, di Raffaello Vanni (1650). Il paliotto
d'altare (in sacrestia) è un intaglio di Antonio Manetti (1842) e
rappresenta la Comunione di S.Caterina da Siena. Una finissima
opera scultorea, in terracotta policroma, è il busto di S.Caterina
plasmato da Lorenzo di Mariano detto il "Marrina", nel 1517,
proprio per le "povare del Paradiso".
> Certosa di
Pontignano (privato; tel. 0577.356851-Università;
custode 0577.356839; parroco 338.2334480):
si trova a circa otto chilometri
da Siena; appartiene al Comune di Castelnuovo Berardenga. Fu fondata nel
1343 da Bindo Petroni, cugino del cardinale sepolto nel Duomo di Siena.
All'epoca ospitava dodici monaci e tre conversi. Santa Caterina, insieme
all'Allegra Brigata (così erano chiamati i suoi discepoli), era solita
partire da Siena, passare per Montarioso, voltare per San Miniato,
scendere al torrente Bozzone, da qui risalire la collina fino alla chiesa
delle Cellole per pregare dinanzi ad un crocifisso e poi prendere la
strada del bosco per arrivare puntuale al mattutino dei certosini di
Pontignano. Il priore della Certosa, Stefano Maconi, discepolo di
Caterina, ottenne per il convento la reliquia dell'anulare di Caterina
(trasferito altrove dopo la soppressione del monastero: 1810). Dal 1959 la
Certosa è di proprietà dell'Università di Siena.
> Eremo di Lecceto
(privato; tel. 0577.349393; fax. 349372; e.mail: osa.si@dada.it):
dista otto chilometri da Siena. Si narra che risalga al IV sec. d.C. e che
abbia ospitato alcuni dei più famosi Santi, fra i quali Sant'Agostino
(354-430). Dopo la soppressione napoleonica (1810) passò al Seminario
Arcivescovile di Siena. La chiesa risale al 1317. L'atrio fu compiuto nel
1339. Ai tempi di caterina, in questo importante cenobio viveva un eremita
inglese William Flete, a cui la Santa senese inviò varie lettere che lo
esortavano a lasciare la vita eremitica per andare nel mondo e portare tra
la gente la sua spiritualità (es. Lett. 326). Una
cappella, nel cortile d'ingresso,
è dedicata a Santa Caterina (1330). Dal 1972 il Monastero è occupato
dalla Comunità
agostiniana delle Monache di Vita Contemplativa.
> Castello di
Belcaro (privato): le origini risalgono al XII secolo
(1199). Trovasi a 5 chilometri da Siena. Antico fortilizio: appartenne al
Marescotti, poi al Salimbeni (1374), ai Bellanti (1482), ai Turamini
(1525). Avuto da Caterina in dono da mastro Nanni di ser Vanni, come segno
di riconoscenza per l'opera di mediazione da lei svolta presso i suoi
nemici, fu dedicato a Santa Maria degli Angeli e da qui inviò la famosa
lettera (L.238; sett.1376) al Pontefice Gregorio XI. Nella villa, tra i
deliziosi ed eleganti affreschi c'è, nell'abside della cappella, Madonna
con Bambino e i Santi Caterina da Siena, Guiacomo, Cristoforo e
Caterina d'Alessandria, attribuito a Baldassarre Peruzzi (1533/'35).
>
Rocca d'Orcia (in Val d'Orcia):
a circa 50 chilometri da Siena. La rocca di Tentennano, appartenuta alla
famiglia dei Tignosi nel sec. XII e poi ai Salimbeni dal 1274, è ora
proprietà dello Stato. Nell'estate del 1377 Caterina fu qui chiamata a
svolgere una missione di pace, ospite di Bianchina Salimbeni, dove in seno
alla cui famiglia si protraeva da tempo una lite. Caterina chiama questo
luogo "l'isola" e qui avrebbe miracolosamente imparato a
scrivere componendo la preghiera allo Spirito Santo.
> Bagni Vignoni (in Val d'Orcia): la
Madre Monna Lapa, vi aveva condotto Caterina nel tentativo di distrarre
l'ancor giovane figlia dal tentativo di prendere l'abito religioso e nella
speranza che abbandonasse le dolorose penitenze che si infliggeva. Ma
Caterina non desistette. Dopodiché fu la madre stessa a raccomandare la
figlia alle suore della Penitenza.
>
Abbazia di Sant'Antimo (Castelnuovo dell'Abate; Comunità
frati: tel. 0577.835659): dista 10 chilometri da
Montalcino (Siena). Fondata da Carlo Magno è dall'anno Millle uno dei
più importanti cenobi benedettini. Qui la Santa giunse come messaggera di
pace per placare le dispute sorte a proposito della giurisdizione
spirituale tra l'Arciprete di Montalcino e l'Abate fra' Giovanni di Gano
da Orvieto.
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Caterina e l'arte:
- Pittura:
>Cripta di San Domenico - Siena (ott.2005):
-nella cripta sono state poste sei
vetrate artistiche: san Benedetto, santi Cirillo e
Metodio,
santa Brigida di Svezia, santa Caterina da
Siena, santa Teresa Benedetta della Croce (Edith
Stein); l'opera è del pittore senese
Alberto Positano; realizzate dalle vetrerie artistiche La
Diana
della signora Angela Nenci Pavolini.
Quest'opera va ad arricchire il patrimono artistico del
complesso di San Domenico, ma anche quello
di tutta la città di Siena che risulta essere, grazie
a questa iniziativa, l'unca città italiana
e, forse europea, ad ospitare le raffigurazioni artistiche, in
vetrate, di tutti e sei i Santi compatroni
d'Europa. Le vetrate sono state finanziate dai Domencani
stessi e da privati cittadini.
- Scultura:
>Basilica di San Domenico - Siena:
- Padre Alfredo
Scarciglia ha voluto arrichire il patrimonio artistico di San
Domenico con una nuova
immagine della Santa senese,
affidata all'esecuzione del notissimo ed apprezzato scultore Plinio
Tammaro.
Esile e dritta come una guglia
gotica, la sua Caterina ostenta imperiosa un giglio
fiorito; esile e dritta come
un raggio di luce solare, è avvolta
da un ampio mantello che pare mosso da vita autonoma, da un
respiro
interiore; esile e dritta come un
dardo puntato, volge improvvisamente lo sguardo verso destra e al
moto
subittaneo il velo sussulta
staccandosi dal rigido soggolo che fascia il collo allungatissimo,
proteso verso
l'invisibile interlocutore; esile e
dritta come la verità, la Caterina di bronzo lucente non ha
l'aureola, non è
circonfusa di luce soprannaturale,
non ha raggi dorati che la trafiggono o la estasiano; esile e dritta
come la
fede, appare espressione di una
femminilità attuale, volitiva ed anticonformista, impegnata
all'esterno ed
all'interno del suo cenacolo
spirituale con ruoli importanti e di personale grande
responsabilità civile, politica,
sociale. La scultura presenta la
santità di Caterina come esempio vivo ed attuale per ogni donna,
che in lei
può riconoscersi e confidare, e stringe
in emblema l'appassionata devozione di Siena e dell'intera Europa,
che
l'ha eletta a patrona. (Francesca
Petrucci, riassunto tratto da Il Ponte, marzo 2006)
>Basilica di San Domenico - Siena:
- Imponente
come
la Basilica
di San Domenico, prorompente come il fuoco che Caterina portava
dentro di sé. E’ questa la sintesi che si compie nel
portone bronzeo della basilica cateriniana
di San Domenico, montato fra il 10 e l’11
novembre
2006. In
queste formelle che formano il portale, è racchiusa tutta
l’esperienza mistica di Caterina maturata proprio lì fra quelle
austere mura. I bassorilievi sono stati realizzati in bronzo a
fusione a cera persa a sbalzo a tutto tondo, secondo l’antica
tradizione, dalla fonderia artistica Mariani di Pietrasanta
in provincia di Lucca ed è ricoperta con una patina che si sposa
benissimo con il cotto del muro di facciata, facendola assomigliare
alle porte medievali.
L’artista
che ha realizzato l’opera è lo scultore senese Massimo Lippi,
caterinato, definito da Padre Alfredo Scarciglia,
“il Ghiberti di Siena” che si è
ispirato ai testi cateriniani classici,
alla Legenda Maior di Raimondo da Capua
e alla Legenda Minor del Beato Tommaso Caffarini,
ma che è stato anche seguito dai Padri domenicani.
Precedentemente,
il portone in legno di pino proveniente dalla campagna senese,
risalente al XIX secolo, era stato restaurato e pulito per
accogliere le formelle bronzee, dalla ditta Restaurante del signor Niccoli
di Strada in Chianti, la stessa ditta che ha fatto le porte lignee
cittadine. A proposito della porta in
legno dobbiamo dire che, quando è stato forato per potervi
applicare le formelle, sprigionava un bellissimo odore di resina,
quasi a testimoniare la sua rinnovata vitalità per accogliere una
vera e propria opera d’arte destinata a durare nei secoli.
Nella
lunetta in alto è rappresentata la vigna dell’anima nostra, la
vigna del prossimo e la vigna della Chiesa universale dove è
presente la crocetta in argento che nostro Signore
Gesù Cristo donò a Caterina.
Lateralmente ci sono due formelle allungate, a destra ci sono
raffigurati i Papi: Pio II, Pio XII, Paolo VI e Giovanni Paolo II,
in basso c’è una melagrana, simbolo dell’amore e della passione
di nostro Signore Gesù
ed è dedicata a Papa Benedetto XVI. In quella a sinistra ci sono
raffigurati i santi domenicani: Santa Caterina, S. Domenico, S.
Tommaso d’Aquino, il Beato Sansedoni
e San Pietro martire. Mentre in quella dove sono rappresentati i
Santi c’è la simbologia del pane con le spighe, in quella dei
papi c’è l’uva con i pampani verdi,
questo verde sta a rappresentare la
vitalità della Chiesa.
Le
due formelle centrali rappresentano, la maternità mistica e la città
prestata, dove la mano della Vergine tiene la città di Siena.
Questo
portone è senza dubbio un’opera destinata a durare nel tempo e la
persona che la osserva capisce subito, che colui
che l’ha realizzata è un vero credente, perché opere così
sono espressione di una fede profonda che viene da dentro, frutto di
un cammino lungo e a volte non sempre facile.
Onore
quindi al Maestro Massimo Lippi senza
però dimenticare tutti i suoi collaboratori, dal maestro del
ferro Giovanni Bernabei, al direttore
dei lavori l’architetto Alessandro Bagnoli, all’ingegner Rodolfo
Casini, al geometra Riccardo Cannoni, al tecnico Luigi Paladini, ai
falegnami Daniele Salvini e Salvatore Poma.
L’opera
è stata fortemente voluta dai Padri
Domenicani di Siena, in particolare dal Priore Padre Lorenzo Fatichi
e dal Parroco Padre Alfredo, che da anni seguono il progetto e che
fra mille difficoltà sono riusciti a coronare un evento che fa
questa opera la porta più bella di Siena. L’opera, realizzata in
gran parte con il contributo della Fondazione Monte dei Paschi di
Siena, è stata inaugurata sul sagrato della basilica di San
Domenico, domenica 19 novembre alle ore 11.
(da Toscana-oggi del 19/11/2006 - Franca Piccini)
-
Musica
e canto: (cfr.
anche la pagina: "Istituto senese di Studi Cateriniani")
>Cripta di San Domenico - Siena
- il 18 dicembre 2005, al termine della Messa
parrocchiale delle ore 10.30, si è esibito con notevole successo
il coro di "Voci Bianche"
Clara Harmonia di Santa Caterina da Siena, della Parrocchia di San Domenico,
unito per l'occasione
ai componenti del coro Clara
Harmonia voci-bianche con sede presso l'Hotel Alcide di
Poggibonsi.
Il direttore del Coro, Prof.ssa Tanja Kustrin
(presidente dell'Associazione Clara Harmonia di Poggibonsi,
Siena) ha diretto tre brani: - Che
meravigloso dì (elaborazione da un negro spiritual, E.Ceraglioli), - Ninna
nanna a Gesù (Johannes
Brahma), - Tu scendi dalle stelle (canto tradizionale natalizio di S.Alfonso),
accompagnata dalla Prof.ssa Diana Collodi all'arpa, e da
Marta Chiti al violino.
Lo spettacolo, primo nel suo genere in loco, è stato
seguito entusiasticamente da un numeroso pubblico ed è
stato ripreso in diretta televisiva dal
"Canale 3 Toscana".
Scrive Franca Piccini nel Ponte del gen.2006:
«Avevano
gli occhi lucidi di commozione coloro che hanno assistito [..] poichè al
termine della celebrazione
eucaristica si è esibito il coro di voci
bianche Clara Harmonia di Santa Caterina
da Siena, composto dai
bambini che frequentano il catechismo presso la
parrocchia di San Domenico,
magistralmente preparati dalla
professoressa Tanja Kustrin.
Il coro si prefigge di avvicinare i bambini alla
musica, in modo da sviluppare il senso del gusto per il canto
e la musica in generale.
La professoressa Tanja Kustrin, originaria di
Capodistria, si è avvicinata alla
musica giovanissima,completando i suoi studi presso l'Accademia di
Lubiana, laureandosi in Pedagogia
Musicale e Canto. Nel periodo 1999-2005 ha diretto il Teatro
Comunale di Nova Gorizia (Slovenia), città
confinante con Gorizia. Ha vinto una borsa di studio, patrocinata dal Consiglio Europeo per il
Management
nella cultura, attualmente vive a
Poggibonsi; [.] Tanja è impegnata in vari progetti, in particolare quello
rivolto allo sviluppo corale
delle voci bianche.»
-
Poesia:
> SANTA
CATERINA. Racconto poetico in vernacolo senese, di Ezio Felici,
prefazione di Paolo
Orano, Xilografie di Virgilio Marchi, edito a
Siena da Giuntini Bentivoglio l'A.D. MCMXX (=Siena, Casa
editrice
Giuntini Bentivoglio & C., 1920),
pp.88.
(Prof. Paolo Nardi)
>CATHERINA, opera di Sergio Galluzzi, ed. Cantagalli
Siena, 2005.
Anche gli appassionati di poesia potranno leggere, nel loro genere letterario preferito, la
vita di Santa
Caterina da Siena. Infatti il professore senese Sergio Galluzzi ha messo in versi la vita della mistica senese
seguendo la traccia della Legenda maior del Beato Raimondo da Capua.
L’opera è scritta in terzine a rima incatenata cioè il primo rigo della terzina fa rima con il terzo e il secondo
con il primo della terzina successiva (ABA – BCB), la stessa forma metrica usata da Dante per la Divina
Commedia. In fondo, a pie’ di pagina, il lettore trova le note che spiegano il significato dei versi.
Questa originale opera è divisa in tre libri, pubblicati tutti in un unico volume, dove il primo e il terzo sono
composti da ventiquattro capitoli ciascuno, il secondo è invece composto da 36 capitoli, mentre le piccole
illustrazioni che si trovano all’inizio di ogni capitolo sono tratte da schizzi o cartoni di Francesco Vanni
(1565-1610) e conservati presso la Biblioteca Comunale degli Intronati.
Il volume, edito dalle Edizioni Cantagalli di Siena con il patrocinio dell’Associazione Internazionale dei
Caterinati, è presente nelle librerie al prezzo di 20 Euro e si presenta in una elegante veste grafica.
Il libro è stato presentato il giorno 22 febbraio 2006 alle ore 17 nella Sala delle Lupe del Palazzo Pubblico
di
Siena, a cui sono intervenuti il professor Mario Ascheri, la professoressa Laura
Barile e l’attrice Paola
Lambardi che ha recitato brani tratti dall’opera.
(Franca Piccini)
>O CATERINA ROSA CELESTE, opera di Don Martino
Ceccuzzi (n.11.11.1904
Asciano,
Siena; m.18.06.1988 a
Maranziana, Lago Braccinao) in arte Idilio Dell'Era, scrittore
(n. l 904
Asciano, Siena; m.1988
Manziana), pellegrino di bellezza. (da La Patrona d'Italia, dal 1953 fino alla
scomparsa
dell'autore ha pubblicato i suoi scritti e le sue poesie). (vedi pagina:
Opere della Santa)
-
Filatelia:
>Santa Caterina da Siena nella filatelia
La prima serie di francobolli emessa dalla
Repubblica italiana e raffigurante Santa Caterina porta la data del
1°
marzo 1948 ed è per commemorare il VI° centenario della nascita,
anche se Caterina nasce nel 1347. Fu una serie di
quattro francobolli
con una tiratura di un milione e cinquecentomila esemplari che rimase
in vigore fino al 3o
giugno 1949.
Questa serie era affiancata da
un'altra serie di due francobolli di Posta aere da 100 e 200 lire.
Il 26 giugno del 1962 la Repubblica italiana,
sotto la Presidenza di Segni, commemora il V° centenario della
canonizzazione della Patrona d'Italia con due francobolli di posta
ordinaria: uno da 30 lire, che riporta il ritratto
della Santa di
Andrea Vanni, e l'altro, da 70 lire, raffigurante un'incisione su
legno del XV secolo. Questa serie ebbe
una tiratura di cinque milioni
di esemplari e fu valida fino al 31 dicembre del 1963.
Con le poste italiane arriviamo al 28 aprile
1980 e troviamo l'emissione di un francobollo da 170 lire, distribuito
in
otto milioni di esemplari, che reca l'effige del busto che aveva
contenuto per anni la reliquia della sacra testa.
Caterina amò, per tutta la sua breve, ma
intensa vita, la Chiesa, la sposa di Cristo, per questo le Poste
Vaticane non
potevano non emettere un francobollo, esattamente il 12
giugno 1962 per commemorare il V° centenario della
canonizzazione:
ebbe una tiratura di 653000 esemplari e fu valido fino al 31 maggio
1963. Le Poste Vaticane vollero
anche celebrare la grande impresa
diplomatica del XIV secolo: Caterina protagonista del ritorno del
Seggio papale a
Roma dopo settanta anni di esilio avignonese, con
l'emissione, il 20 maggio 1977, con una serie di due francobolli
che ebbero una tiratura di un milone e 250 mila esemplari, in
occasione del VI° centenario del ritorno del Papa a
Roma (1377-1977).
Anche il Sovrano Militare Ordine di Malta
(S.M.O.M.) il 15 ottobre 2001, ha emesso un francobollo in 15000
esemplari raffigurante il particolare di un dipinto, opera di Filippo
Naldini, che rappresenta la Madonna del Rosario
con i Santi Domenico e
Caterina.
(da La patrona d'Italia e d'Europa, N.1-LIX Gen/Marzo 2004;
Franca Piccini). |
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