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Adriana Odasso (studiosa della Santa) nel 1999 scrive a Roma in "Un amore ardente a Cristo e alla Chiesa":
     La proclamazione di santa Caterina da Siena Compatrona d'Europa (1 Ottobre 1999), da parte del Papa, ha suscitato in me profonda emozione: è infatti da quasi sessant'anni che scrivo su questa straordinaria santa,  evidenziandone la statura europea che, sopratutto nella sua epoca, il XIV secolo, costituiva un fatto del tutto straordinario. Già durante il breve arco della sua vita terrena, Caterina attraeva e stupiva i suoi contemporanei che ne divulgarono rapidamente l'immagine e gli insegnamenti in tutta Europa. Anche oggi la santa attrae e stupisce, risplendendo di vivida luce. "Caterina da Siena santa europea": sotto questo titolo ho raccolto alcuni miei scritti in un volume, edito nel 1984, che mi permisi di offrire a Sua Santità, che aveva manifestato particolare  ammirazione per la santa, affermando che essa "è una grande opera di Dio". 
     Giovanni Paolo II ha conseguentemente incoraggiato i caterinati, i quali a Lui hanno inviato e fatto inviare, da quanti condividevano la devozione alla santa, migliaia di suppliche in cui, dopo aver evidenziato come Caterina da Siena, obbediente al desiderio del Signore che la voleva sua apostola nel mondo, avesse pregato ed agito instancabilmente per indurre alla pace ed all'unione i popoli europei del secolo XIV, chiedevano la proclamazione della santa Compatrona d'Europa, tenuto conto che proprio il Papa, nella "Mulieris dignitatem", aveva posto in evidenza le doti e la missione della donna che Caterina aveva esercitato in una straordinaria missione politica ed
ecclesiale. 
     La riconosciuta missione europea di santa Caterina da Siena è stata particolarmente sentita dai caterinati belgi, i quali hanno eretto un piccolo santuario, inaugurato nel 1968 ad Astened, in prossimità del confine di tre stati: Belgio, Germania, Olanda. E' un luogo che invita a pregare santa Caterina che tanto aveva fatto per la pace e l'unione europea. Nel settembre del 1975 il Vescovo di Siena, monsignor Mario Ismaele Castellano, e il Vescovo di Liegi, nel corso di una solenne concelebrazione, hanno deposto nel santuario cateriniano una preziosa reliquia della santa, donata dal capitolo della cattedrale di Siena. Attualmente il santuario, una piccola cappella affacciata su un romantico laghetto, rimane aperto 24 ore su 24 e non si contano gli "ex-voto" e le candele accese dai pellegrini. La venerazione alla nostra santa è dunque diffusa a livelli internazionali e, fra i diversi  movimenti  esistenti, la "Via Catharinae al Giubileo del 2000", sorta per opera di un comitato, composto da enti religiosi e laici, fra cui l'Associazione Internazionale dei Caterinati e il Centro Nazionale di Studi Cateriniani, sta svolgendo una feconda attività di preghiera e di apostolato finalizzata sopratutto alla preparazione dei pellegrini ad entrare, con Santa Caterina, senza paura nel Terzo Millennio attraverso il Grande Giubileo del 2000.
     Caterina era di origini popolane: nata a Siena nel lontano 1347, era figlia di un modesto tintore, insieme con altri ben venticinque fra fratelli e sorelle. Del tutto priva di istruzione, al punto di non saper né leggere né scrivere, Caterina fu in grado di svolgere un'azione incisiva fino alle più alte autorità della politica e delle istituzioni civili ed ecclesiastiche di allora, come riporta la ricca bibliografia ed iconografia su di lei, al fine di riportare la concordia e la pace fra i popoli. Caterina inoltre non era certo favorita dal suo stato femminile, in un'epoca dove le donne non erano per nulla considerate (solo sei secoli dopo sarebbe comparsa la parola "femminismo"). Eppure questa giovane di così modeste condizioni raggiunse, nei brevi trentatre anni di vita terrena che le furono concessi, vertici che ancora oggi ci sorprendono: toccò le vette della perfezione spirituale, fu chiamata maestra da un numero considerevole di discepoli fra cui si annoverano illustri teologi, docenti universitari, nobili di elevata cultura. Fu ricevuta ed ascoltata da Papi, Cardinali, sovrani e capi di stato dell'intera Europa. Riuscì ad ottenere il trasferimento della sede papale in Roma, dopo settant'anni di esilio avignonese. Riuscì a rappacificare Firenze con lo Stato Pontificio, da tempo in guerra fra loro, gettò le basi per la riforma della Chiesa, difese efficacemente il pontificato nel Grande Scisma d'Occidente, esortò l'Europa, lacerata da guerre fratricide, ad unirsi nel nome di Cristo. È un fatto "miracoloso" che una donna, di origini plebee, potesse nel lontano secolo XIV intrattenere  una corrispondenza politica con i potentati del tempo, ai quali si rivolgeva con tono di fermo comando, pur senza nulla perdere della sua abituale umiltà: la sua eloquenza era visibilmente dettata da quell'Amore che rende accettabili perfino le più concitate invettive. 
     Le sue opere: le famose "Lettere", delle quali ben 381 sono giunte fino a noi, le"Preghiere" ed il "Dialogo della divina provvidenza", che questa indotta analfabeta dettava ai suoi scrivani, sono uno dei migliori esempi della prosa italiana del Trecento: gli studi di lei, della sua opera, sulla sua spiritualità, sono continuati incessantemente nel corso dei secoli, fino ai nostri giorni.
     La Chiesa la ha proclamata santa, il Pontificato Romano, riconoscente per l'opera da lei svolta in sua difesa, la ha nominata Compatrona di Roma e, per la carità nella cura degli ammalati, Compatrona delle infermiere; la sua azione pacificatrice fra gli statarelli della nostra penisola la fa venerare Patrona d'Italia; la sua dottrina, acquisita per divina ispirazione e per le sue doti eccezionali di intelligenza, volontà, santità, che ha nutrito generazioni di persone avide di raggiungere quella perfezione spirituale alla quale tutti siamo chiamati, è stata riconosciuta esatta, valida, ortodossa dalla Chiesa, che l'ha nominata Dottore il 4 ottobre 1970. Mai una donna, nei quasi due millenni di cristianesimo, era stata insignita di tale titolo: Caterina da Siena e Teresa d'Avila sono le prime che hanno aperto la via per l'ottenimento di un tale titolo alle donne. In aggiunta Caterina, come terziaria, era pur sempre laica e quindi la prima laica fra i Dottori, tutti appartenenti alla gerarchia ecclesiastica. Soprattutto nel nostro tempo, ancora contrassegnato da sanguinose lotte fratricide, la grande santa senese appare portatrice dell'accorato messaggio di pace e concordia fra i popoli e di un esempio di cui gli uomini di oggi hanno particolare bisogno: amore e fedeltà a Dio e alla Chiesa.    
     Oggi l'esempio della nostra santa è sempre ricco di insegnamenti: l'obbedienza alla Chiesa è ispirata dalla fede, perché è a Dio che si obbedisce nella persona che da Dio deriva l'autorità di comandare.  L'obbedienza tuttavia non deve essere sinonimo di ottusa cecità, ma va inquadrata quale atto responsabile di consapevole collaborazione con l'autorità: una delle cause dell'attuale disorientamento, anche all'interno della Chiesa, è da ricercarsi proprio nella crisi dell'obbedire, che è crisi di carità e non può essere curata senza un ritorno all'Amore.
     L'ardente amore di Caterina per Cristo è autentico amore per la Verità, che s'identifica in Cristo ed ha conseguentemente per sua guida suprema il magistero della Chiesa.

 

IL CULTO DI SANTA CATERINA “FOCUS” PER SIENA, L’ITALIA E L’EUROPA
                                            (da La Patrona d'Italia e d'Europa n.3 lug/ag. 2008)

     Il professor Gerald Parsons è un illustre accademico, docente alla Open University (United Kingdom), presso la Facoltà di Studi Religiosi. Egli ha recentemente pubblicato un libro, ovviamente in lingua inglese, avente per titolo: “The Cult of Saint Catherine of Siena-A study in Civil Religion” per i tipi della Ashgate Publishing Limited.

Questo libro analizza il culto di Santa Caterina da Siena attraverso sei secoli, non sotto la veste agiografica, ma sotto l’aspetto storico. Il lavoro di ricerca di Parsons è molto preciso e di indubbia valenza scientifica, diciassette pagine di citazioni di fonti, tra articoli di giornale, libri, materiale attinto dall’Archivio arcivescovile di Siena, dall’Archivio della Nobile Contrada dell’Oca, dall’Archivio di Stato di Siena, dall’Archivio dell’Associazione Internazionale dei Caterinati e fonti Internet.  

     Il culto nei riguardi di Caterina è visto nella sua evoluzione da Santa tipicamente senese, nata nel popolare rione di Fontebranda, e poi, man mano che Ella veniva studiata e conosciuta, con una sua dimensione che diveniva sempre più grande fino ad  essere proposta come Patrona d’Italia. Le iniziative che portarono Caterina a diventare Patrona d’Italia, cominciarono prima dell’avvento del regime fascista, anche se non possiamo escludere che durante questo periodo alcuni autori cercavano di valorizzare gli aspetti che piacevano all’ideologia dell’epoca; nel libro si fa l’esempio del Misciattelli che esaltava la “romanità” di Caterina. Nella sua opera, Parsons pubblica anche una fotografia, tratta dall’Archivio dell’Associazione Internazionale dei Caterinati, scattata in occasione delle prime feste in onore di Santa Caterina Patrona d’Italia (1940), in cui si vedono le Autorità dell’epoca fare il saluto fascista al passaggio della reliquia della Sacra Testa. Anche questa è storia e non si può cancellare. Del resto anche durante le Feste del dopoguerra, con al governo della città Sindaci espressione di maggioranze di sinistra, questi non hanno perso occasione, nei loro discorsi, per rendere doverosi omaggi al pensiero della Santa, esaltando le sue parole riguardo al bene comune, all’arte del buon governare e alla giustizia sociale. Un concetto espresso nel libro è proprio quello che il culto in onore della Santa, espresso principalmente in occasione dalle Feste annuali, è sempre stato osservato “devotamente” dagli amministratori cittadini, sia di prima della guerra che del periodo dopo guerra.

     A partire dagli anni Sessanta, del culto in onore di Caterina, si tende a valorizzare la responsabilità di chi governa e la coesistenza costruttiva con i Paesi dell’emergente Comunità europea, ed ecco che il messaggio della Santa ben si presta per la sua proclamazione a Patrona d’Europa.

Il libro di Parsons ha una propria originalità nel modo di proporre il culto di Santa Caterina, un culto nato in Siena, fino ad estendersi all’Italia e infine all’Europa. Letto in questa chiave, il libro diventa quasi un’analisi sociologica del rapporto fra una mistica e le vicende storiche legate alla sua città, Siena, alla penisola italica, e all’Europa a lei contemporanee. Successivamente questa analisi sociologica chiarisce come l’Italia e l’Europa, attraverso il culto della Santa, in un intreccio tra religione e vita civile, si sono legate alla figura, al pensiero e al messaggio di questa grande contemplativa, donna vissuta nel XIV secolo, ma ancora oggi “viva” compagna di viaggio di senesi, italiani ed europei. L’originalità dello studio di Parsons sta nell’esaminare il significato del culto di Santa Caterina da Siena, di solito essenzialmente agiografico, in una prospettiva di religione civile e di storia sociale della religione.

                                                                                                                                                                ( Franca Piccini)

>Alcuni commenti al libro:

     >(…) In qualche modo fornisce una storia dell’Italia come si muove – a volte anche in modo non stabile – da una serie di città-stato a un membro dell’Unione Europea. Il collegamento può essere trovato nello sviluppo di Caterina come simbolo della prima Siena, dell’Italia e dell’Europa. Esso è un affascinante racconto.
                                                             Grace Davie – Professor of Sociology of Religion –
University of Exeter , U.K.
     >La religione civile è riemersa in un importante concetto accademico, e in questo il lavoro di Parsons è vitale. Egli dimostra il cammino nel quale la religione e il secolo, il locale e il nazionale si combinano per individuare l’identità religiosa in una forma che non è quasi mai cambiata. In Siena da oltre cinque secoli, il culto di Santa Caterina si è mostrato essere elastico, adattabile e ideologicamente promiscuo. Scritto con verve e chiarezza, Parsons mette davanti al lettore ricchi esempi tracciando una storia che va dalla Chiesa medievale fino al ventennio fascista. (…).                    Callum G. Brown – Professor of Religious and Cultural History – University of Dundee , U.K.

     >Parsons ha realizzato una sofisticatissima  combinazione di devozione e religione popolare, relazione Stato-Chiesa e la continua connessione tra cattolicesimo romano e politica moderna. Il culto di Santa Caterina da Siena esplora le complesse negoziazioni circa l’operato di una Santa del tardo medioevo. (…) “Il Culto di Santa Caterina” è basato su una ricerca ad ampio raggio che avvicina alla Storia dell’Arte, alla Storia della celebrazione, della commemorazione e della memoria, come è bene documentata l’intricata relazione tra chierici cattolici e politici italiani. Questo libro interesserà agli studenti di religione popolare, storici della memoria e storici interessati ai rapporti tra cattolicesimo e ideologie politiche moderne.
                                         
Michael Gauvreau –Professor Department of History,  McMaster University, Canada

 

 (vedi anche: >From Nationalism to Internationalism: Civil Religion and the Festival of  Saint Catherine of Siena, 1940-2003; of  Gerald A.Parson; ICS, vol.46, Automn 2004, n.4, p.861. - in inglese)